Dopo due cancellazioni consecutive a causa della pandemia, il conto presentatosi in fondo al primo bilancio depositato dalla società che detiene e amministra il Festival di Glastonbury è risultato molto salato. Il dato è emerso la scorsa settimana con il deposito del bilancio del 2021 presso la Companies House - per la società britannica l'esercizio fiscale termina in marzo e, dunque, i conti sono in larga parte riferiti all'esercizio 2020, ovvero all'anno in cui si è verificata la prima cancellazione dell'evento a causa del covid 19. La perdita operativa è risultata di 3,1 milioni di sterline. Il dato che impressiona maggiormente, tuttavia, è il crollo del fatturato: un fatto ovvio date le circostanze, ma passare da circa 45 milioni a £ 936.000 fotografa in modo inequivocabile la dimensione del disastro economico. Nel maggio 2021 si era tentato di lenire la sofferenza con un pannicello caldo: un live stream in diretta dalla celebre Worthy Farm durante il quale si erano esibiti George Ezra, Coldplay e Jorja Smith, ma era stato commercialmente e tecnicamente un insuccesso. E, comunque, nemmeno lontanamente abbastanza per tamponare le necessità finanziarie effettive alle quali l'azienda ha provveduto sia facendo ricorso alle riserve accumulate e non distribuite a partire dal 2009, sia con un "piccolo" aiuto da parte dell'Arts Council britannico, che ha erogato in due fasi un totale di 1,5 milioni di sterline. La Glastonbury Festival Events Limited va avanti: come è noto per l'edizione 2022 (prevista dal 22 al 26 giugno prossimi) è stata già annunciata una headliner di grosso calibro, Billie Eilish. Tuttavia la struttura dei costi aziendali è già cambiata in peggio, come si legge nella nota integrativa al bilancio: sono previsti “significativi costi correlati specificamente alle misure per il Covid-19 ed a temi ad esso correlati”.