Nella pentola di TikTok raramente non sta bollendo qualcosa. E al momento il suo contenuto, stando a uno scoop di The Information, pare succulento: parliamo di abbonamenti a pagamento. La piattaforma controllata da ByteDance starebbe per testare la possibilità di concedere ai suoi utenti-creatori l'opzione di far pagare un abbonamento ai loro fans. L'ipotesi, se non altro, è avvalorata dall'annuncio che la scorsa settimana è arrivato da Instagram, sua concorrente diretta, che l'ha preceduta avviando già i primi test in materia con alcuni celebri influencer americani. Va precisato che, nel caso approdasse al modello delle subscriptions, TikTok non calcherebbe terreni del tutto inesplorati: : la piattaforma già consente, infatti, l'elargizione di Tips (mance) che i fans possono mandare ai loro idoli della piattaforma attraverso i loro profili; inoltre da molto tempo supporta l'e-commerce delle merci virtuali. Gli abbonamenti a pagamento richiamano il tema delle commissioni che ogni piattaforma trattiene per sè, tema reso rovente su altri schermi a causa delle polemiche che da oltre un anno gravano su Apple per le fee trattenute nell'app store. Inoltre per TikTok rivaleggiare con Instagram non sarebbe mai una passeggiata sotto il profilo meramente economico, considerando che la piattaforma di proprietà di Meta (al pari della sorlella Facebook, che opera con la feature Pages) non tratterrà per sè un centesimo almeno fino al 2023. Diversamente, Patreon (che nasce come creators community), Twitter (con Super Follows) e YouTube (attiva da quattro anni) addebitano commissioni. Meta, per la cronaca, ha stanziato un fondo da un miliardo di dollari a favore dei suoi creatori. Paradossalmente, almeno su base teorica, il peggiore nemico degli abbonamenti su TikTok potrebbe essere un'altra delle sue opzioni, ma di quelle già esistenti: parliamo di For You, istruita da un algoritmo che permette agli utenti di fare scrolling infinito senza la necessità di seguire qualcuno. E dunque con scarsi incentivi per trasformare uno spettatore casuale in un fan pagante per un influencer. Quanto l'opzione-abbonamenti possa rappresentare una reazione a un rallentamento della crescita della piattaforma non è dato sapere. L'illazione avanza a causa di un'analisi di Reuters, che ha mostrato pochi giorni fa come i conti della casa madre ByteDance evidenzino un +70% anno su anno: qualcosa di eccezionale per qualsiasi azienda ma, purtroppo per quella in questione, sempre meno del +100% da lei proiettato all'inizio dell'anno scorso. Un dato, questo, arrivato quasi in concomitanza con l'annuncio della fuoriuscita di Nick Tran, capo globale del marketing di TikTok (non ancora sostituito, almeno non in forma pubblica). Difficile, tutto sommato, guardare a TikTok senza vedere rosa: i ricavi della piattaforma di short video cinese hanno toccato i 58 miliardi di dollari annuali e l'utenza ha superato il miliardo di utenti attivi mensili, rendendola la destinazione più cercata online (YouTube è alle spalle) e anche una destinazione ideale per i budget pubblicitari degli inserzionisti. Prima o poi, alla fine del giro di vite dimosrativo del governo cinese sul suo big tech domestico, si quoterà. E io denaro scorrerà (ancora di più) a fiumi.