Sting ha venduto il suo catalogo di canzoni a Universal Music Publishing Group per circa 300 milioni di dollari. Il valore dell'acquisizione non è stato quantificato dai diretti interessati: fonti di stampa americane parlano di una cifra pari a 300 milioni di dollari, stima che il New York Times ha rivisto al ribasso indicando in "250 milioni di dollari o più" il valore dell'operazione, descritta da UMPG come “un accordo storico su scala mondiale per il catalogo di uno dei cantautori di maggior successo commerciale e acclamato dalla critica dell'ultimo mezzo secolo”. Il catalogo include l’intero repertorio solista di Sting, così come i suoi lavori con i Police, tra cui alcuni successi come “Roxanne”, “Every Breath You Take”, “Shape Of My Heart”, “If I Ever Lose My Faith In You”, “Fields Of Gold”, “Desert Rose”, “Message in a Bottle”, “Englishman in New York” e “Every Little Thing She Does Is Magic”. “E' assolutamente essenziale per me che il corpo di lavoro della mia carriera abbia una casa dove è apprezzato e rispettato", ha dichiarato Sting a proposito dell’accordo di Universal, già proprietaria dei master sia delle opere soliste del musicista britannico che di quelle pubblicate con i Police: "Non solo per entrare in contatto con i fan di lunga data in modi nuovi, ma anche per presentare le mie canzoni a un pubblico nuovo, a musicisti e generazioni. Nel corso degli anni ho avuto una relazione lunga e di successo con UMG, sotto la guida vigile di Lucian [Grainge, ad di UMG]: è stato naturale, quindi, unire tutto in luogo sicuro, proprio mentre torno in studio, pronto per il prossimo capitolo della mia carriera”. “Tanti ricordi della mia giovinezza sono legati alle grandi canzoni scritte da Sting, sia che si trattasse di vedere per la prima volta i Police esibirsi a Filadelfia o di ascoltare la sua musica alla radio, o di ascoltare i suoi dischi fino a consumarli”, ha commentato Jogy Gerson, ceo di UMPG: “Non avrei mai immaginato che un giorno sarei arrivata a guidare una società che sarebbe stata la custode della straordinaria eredità compositiva di Sting. Tutti noi accogliamo questo passaggio con un senso di orgoglio, responsabilità ed enorme entusiasmo per ciò che possiamo ottenere per la sua musica in futuro”. “Sting è un genio della cantautorale la cui musica permea la cultura globale”, ho dichiarato infine Grainge: “Siamo onorati che, affidandoci le sue edizioni, l'intero corpus di lavori di Sting come autore e artista discografico – dai Police al suo lavoro da solista – sarà tutto all'interno della famiglia Universal Music. E’ una responsabilità, questa, che non prendiamo alla leggera, oltre che a una grande conferma di ciò che siamo stati capaci di costruire per gli artisti”. La divisione di editoriale di Universal Music è stata la prima, tra le major, a mettere a segno un grosso colpo di mercato nella storia recente del marketing dei cataloghi musicali, assicurandosi per circa 300 milioni di dollari il catalogo editoriale di Bob Dylan (ma non i master, ceduti in un secondo momento a Sony Music Publishing) nel dicembre del 2020: dopo aver acquisito la proprietà dei master degli Aerosmith (e i diritti sul merchandise della band) lo scorso mese di agosto, il colosso guidato da Lucian Grainge ha siglato un accordo con Lionel Richie e attivato una partnership con Authentic Brands Group per sfruttare i diritti di immagine degli artisti presenti nel proprio roster. Voci su una probabile acquisizione del catalogo di Sting si rincorrevano già dallo scorso mese di novembre.