Costruire una vera e propria etichetta discografica funzionante dentro al carcere di Bollate, una delle case di reclusione più avanzate presenti in Italia: questo è il progetto di Demetrio Sartorio, discografico di lungo corso con trascorsi a Sony Music e BMG e un lungo curriculum che l’ha visto, tra le altre cose, lanciare la carriera di una band di rilevanza nazionale come i Le Vibrazioni. Sartorio ha iniziato a visitare il carcere da volontario per caso. “Frequentavo Bollate con il sogno di mettere in piedi una cooperativa sociale che si occupasse di grafica”, racconta a Rockol: “Girando per la struttura ho notato che erano presenti diverse sale di prova musicali, perfettamente funzionanti. Nel Quarto Reparto, per esempio, ci sono musicisti bravissimi, che in virtù dell’avanzamento nel loro percorso di rieducazione hanno anche la possibilità di lasciare il carcere per esibirsi in pubblico. Sono più che validi, ma fanno cover: io sono un discografico, e cerco la novità. Ho pensato che non facessero per me”. La folgorazione musicale, Sartorio, l’ha avuta passando per il Settimo Reparto. “Una sezione difficile”, ammette: “Ho pensato all’americano Prison Project, coordinato da Ani Di Franco, o al britannico In House Records. Realtà che hanno visto nascere artisti eccezionali”. Così, sei anni fa, Sartorio ha proposto all’allora direttore di Bollate, il dottor Massimo Parisi, di dare vita al suo progetto. Intorno all’idea si è creato un collettivo di ospiti della struttura interessati alla musica, l’In / Out. “Ho ascoltato tanto, fatto selezione”, racconta il discografico: “Passati alcuni anni finalmente la nostra etichetta, la Peachead Records, una divisione della UTO Publishing, è pronta al debutto”. I primi due artisti, entrambi ospiti del Settimo Reparto, sono Ice e Boomer. “Sono molto diversi tra loro, ma entrambi bravissimi. Il primo è un trapper, molto in linea con la sonorità in voga oggi. Il secondo, per il quale ammetto di avere un debole particolare, è più vicino alla figura del cantautore classico, anche se nel suo stile c’è molta contemporaneità”. Un loro featuring, battezzato “Free”, sarà il titolo che inaugurerà il catalogo della Peachead. “E’ una canzone in due parti”, spiega Sartorio: “Nella prima Ice, con il suo linguaggio da trapper, parla della vita di strada e delle vicende che possono portare a fare vivere un’esperienza come quella che sta vivendo lui. La seconda ha come protagonista Boomer, che, sostanzialmente, ‘smonta’ la prima. Il testo è molto intenso, è - di fatto - una poesia in musica. Ti inchioda all’ascolto”. “Per avere un futuro, questo progetto ha bisogno di sostegno e collaborazione con l’amministrazione carceraria”, chiarisce Sartorio: “Organizzare anche solo uno showcase o un’intervista, in una realtà di reclusione, non è semplice, perché richiede una serie di adempimenti che coinvolgono anche gli uffici del Ministero di Giustizia a Roma. Al mio sogno, però, non rinuncio. Il mio auspicio è che la Peachead possa diventare una vera e propria label autonoma all’interno della struttura, dove si possa non solo lavorare su progetti artistici, ma anche produrli e promuoverli, magari attraverso la realizzazione del merchandise. Tra gli ospiti di Bollate in tanti hanno le conoscenze professionali per farlo, e chi non le ha mi piacerebbe che le acquisisse, per darci una mano finché sarà ospite a Bollate, e per la vita che si troverà ad affrontare una volta che si saranno schiuse le porte del carcere”.