Nel suo primo anno da società quotata sui mercati azionari - ad Amsterdam, dallo scorso settembre - Universal Music Group ha superato per la prima volta gli 8 miliardi di euro in ricavi, registrando entrate - tra musica registrata, edizioni e merchandise - per 8,5 miliardi: il dato segna un incremento nel volume d’affari della major del 17% su base annua. Nel dettaglio, la divisione discografica dell’azienda ha accumulato 6,82 miliardi (+16,9% su base annua), 4,48 dei quali generati dallo streaming: grazie al merchandise UMG ha incassato 363 milioni di euro, mentre l’editoria è valsa alla società guidata da Lucian Grainge 1,34 miliardi di euro, dato mai fatto segnare prima dal settore publishing del gruppo. “Il 2021 è stato un altro anno storico per UMG”, ha dichiarato in una nota Grainge: “Abbiamo aiutato i nostri artisti a raggiungere un successo straordinario, come occupare 8 dei 10 posizioni nella classifica dei migliori artisti internazionali del 2021 di IFPI. Oltre alle ottime prestazioni nello streaming, abbiamo creato nuove aree di opportunità per i nostri artisti, che vanno dal merchandising alla gestione del marchio, alla sponsorizzazione, all'e-commerce, al cinema e alla televisione. E abbiamo ampliato il nostro portafoglio di partner in aree di crescita emergenti come salute e fitness, Web3 e social video. Guardando al futuro, vediamo che il comparto continua a crescere e, con la nostra esperienza unica, la nostra profonda conoscenza del mercato e le ampie relazioni con gli artisti e le reti creative globali, prevediamo di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leader del settore mentre continuiamo a presentare nuovi artisti e costruire sul nostro catalogo di livello mondiale”.