Universal Music Group e Blue Note Records hanno annunciato la nascita di Blue Note Africa, nuovo marchio che mira ad “attirare artisti jazz provenienti da tutto il continente africano, con l’obiettivo di portarli sulla ribalta mondiale, promuovendo in tal modo uno scambio culturale di idee che trascende i confini”. Le operazioni del nuovo brand - che sarà guidato dal leggendario produttore americano Don Was, che vanta nel suo curriculum collaborazioni con, tra gli altri, Bob Dylan, Rolling Stones, Elton John e Zucchero - saranno inaugurate nel corso di questa primavera, con la pubblicazione dell’album “In The Spirit Of Ntu” del compositore sudafricano Nduduzo Makhathini. "Blue Note ha superato la prova del tempo continuando ad evolvere, ma sempre focalizzandosi sulla scoperta e la promozione di talenti jazz in tutto il mondo", ha dichiarato Sipho Dlamini, CEO di Universal Music Africa: "L'opportunità di creare Blue Note Africa e fornire un canale che permetta ai talenti del jazz africano di avere visibilità negli Stati Uniti, grazie ad un un team dedicato e appassionato, sotto la guida di una leggenda a pieno titolo - Don Was, è una vera emozione. Ora possiamo percorrere il viaggio del jazz africano, dal Capo di Buona Speranza al Cairo fino alla California". "La musica africana è stata un’importante fonte di creatività per quasi tutti gli album del vasto catalogo Blue Note", ha aggiunto Was: "Quindi è un grande onore per noi collaborare con Sipho e il suo agguerrito team Universal Music Africa in questa nuova impresa. Insieme, accenderemo i riflettori di tutto il mondo sull'incredibile musica della scena africana attuale". Nduduzo Makhathini ha firmato con Universal Music Group Africa nel 2018. Il pianista e compositore è una figura di spicco della scena sudafricana attuale, con all’attivo due lavori per Universal Music Africa, il secondo dei quali, “Modes of Communication: Letters from the Underworlds”, pubblicato di recente proprio per Blue Note Records. L’album ha riscosso il plauso tanto in Africa che in Europa e negli Stati Uniti (The New York Times lo ha incluso nei “Best Jazz Albums of 2020”, mentre DownBeat ha indicato Nduduzo tra i “25 for the Future”, una ristretta lista di talenti in grado di dare forma al jazz a venire.