Di conferme ufficiali, al momento non ce ne sarebbero, ma Deadline ne è praticamente certa: Netflix, la piattaforma on demand che dall’inizio dell’anno ha visto il proprio parco abbonati diminuire di 200mila unità - e il proprio titolo in borsa perdere il 70% del valore, si starebbe preparando a entrare nel mercato del live streaming. Secondo la testata del gruppo Penske Media Corporation la società guidata da Reed Hastings e Ted Sarandos avrebbe maturato la decisione alla luce della buona riuscita di Netflix Is A Joke, la maratona dedicata alla stand-up comedy tenutasi a Los Angeles tra gli scorsi 28 aprile e 8 maggio - e divenuta popolare sui media generalisti a causa dell’aggressione sul palco subìta da Dave Chappelle - trasmessa (parzialmente) in diretta dal servizio audio-video californiano. Un primo tentativo di lanciarsi nei contenuti musicali dal vivo da parte di Netflix è rappresentato da “Live From The Upside Down”, concerto “virtuale” organizzato in partnership con Doritos per il lancio della quarta stagione di “Stranger Things” che il prossimo 23 giugno avrà per protagonisti Charlie XCX, Soft Cell, Go-Go’s e Corey Hart. Al momento, specifica Deadline in via del tutto ufficiosa, non sarebbe ancora stata stilata una vera e proprio road map che porti a un debutto ufficiale: l’azienda, tuttavia, avrebbe già dedicato al progetto un team dedicato, che sarebbe già al lavoro sulle prime fasi di sviluppo del nuovo prodotto. La fine della fase acuta della pandemia nel mondo occidentale - e le conseguenti ottime performance in termini di vendita di biglietti per spettacoli dal vivo in presenza da parte dei principali gruppi multinazionali del settore - ha raffreddato, a livello mediatico, la presenza del live streaming, ma le operazioni per affiancare ai concerti le dirette sul Web non hanno conosciuto sosta. Lo scorso mese di aprile YouTube ha rinnovato, per il decimo anno consecutivo, la partnership per la copertura mediatica del Coachella, estendendo la collaborazione anche a un altro evento di punta targato Goldenvoice (società del gruppo AEG Live, concorrente di Live Nation), la rassegna dedicata al country StageCoach. La principale concorrente, ovviamente, non è stata a guardare: la società di Michael Rapino, tra le prime a credere nel live streaming - tanto da diventare già a inizio 2021 azionista di maggioranza della società specializzata Veeps, mossa che anticipò una massiccia campagna di adeguamento digitale delle venue controllate negli Stati Uniti - ha appena siglato con Hulu un accordo per le coperture in diretta di tre dei propri festival più noti a livello internazionale, ovvero Lollapalooza, Bonnaroo e Austin City Limits. Senza contare le operazioni condotte in questo senso negli ultimi due anni da realtà come LiveNow, Dice, Bandsintown, Wave, Deezer e Triller. Lecito chiedersi, quindi, se una nicchia di mercato tanto giovane e affollata possa offrire ancora spazio, per di più a un player così ingombrante. Al di là delle considerazioni sull’offerta integrata che Netflix sarebbe in grado di presentare - simile, per certi versi, a quella proposta da Prime Video con l’affiancamento di eventi sportivi a film e serie televisive - la società di Los Gatos, secondo osservatori internazionali, oltre a inseguire eventi live tradizionali ancora scoperti da accordi di partnership mediatica, potrebbe puntare a contenuti più televisivi, impegnandosi nel rilancio dei talent show televisivi o diventando partner di eventi di portata internazionale come l’Eurovision Song Contest, che in occasione della sua ultima edizione, chiusasi a Torino lo scorso sabato, 14 maggio, ha richiamato davanti al piccolo schermo nel solo Vecchio Continente circa 40 milioni di telespettatori.