La realtà aumentata (AR) è una parte della tecnologia attuale che è entrata a pieno titolo nella musica. Tra le protagoniste di questa scena nascente si segnala la startup Immersphere. La sua è in effetti una piattaforma progettata per ogni genere di esibizione e performance ma, in quanto tale, accoglie la musica tra i suoi “verticali” di riferimento. E’ basata sul concetto di "sfere" per mezzo delle quali si può accedere e assistere a quelle performance, per le quali la piattaforma remunera gli artisti protagonisti con una tariffa predeterminata ogni volta che vengono visti in-app. Da un punto di vista pratico, tecnico e funzionale la startup congiunge una serie di esperienze che precedentemente avevano già visto la luce nell’ambito della realtà aumentata, ma in esperimenti separati . Le principali riguardano la capacità di realizzare un broadcast con ologrammi di artisti e proiettarli ovunque a casa propria, unita all’esperienza immersiva tipica dei siti di AR che permettono di muoversi a 360 gradi al proprio interno insieme alla "magia" che la la geo-spazialità (collegamento di oggetti virtuali a coordinate geografiche del mondo reale) è capace di regalare all'utente. Nelle parole della CEO Oni Buchanan, "… per creare qualcosa di specifico dedicato alla performance volevamo coniugare tutto questo, piazzando l’ologramma di un performer all’interno di uno spazio a 360° e fissandolo a effettive coordinate del nostro mondo". L'esperienza immersiva che Immersphere offre viene declinata in qualsiasi tipo di ambiente per consentire di "muoversi" a 360 gradi, sia esso una sala per concerti piuttosto che un panorama naturale o un luogo di importanza storica oppure, infine, che si tratti di "mondi nuovi" creati ad hoc. ImmerSphere è stata fondata nel 2020 ed opera dall'area di Boston, negli Stati Uniti.