Il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, ha inviato una lettera indirizzata a nove senatori statunitensi in risposta alle loro preoccupazioni sulla sicurezza nazionale causate dalla presunta violabilità dei dati degli utenti americani della app. Il CEO ha specificato che per un anno sono stati condotti lavori per rafforzare la sicurezza della app riguardo ai dati americani, sforzi convogliati all'interno di un’iniziativa interna più ampia nota come Project Texas, una delle cui conseguenze è stata la recente decisione di migrare e custodire i dati degli utenti americani sulla cloud di Oracle. Come più volte raccontato nelle ultime settimane, un’inchiesta di BuzzFeed aveva poi gettato un’ombra sulla situazione, rivelando che a quei dati accedeva facilmente personale del governo cinese a Pechino. Un'inchiesta che aveva fornito nuove munizioni alla politica di Washington, in cui soprattutto da destra era stata rivisitata la politica dell'ex-presidente Donald Trump che aveva cercato di bandire TikTok negli Stati Uniti. In merito alla questione, nella sua lettera ai nove senatori Chew ha sostanzialmente ammesso che l'accusa contenuta nell'articolo di BuzzFeed era fondata: “Impiegati che lavorano fuori dagli U.S.A., inclusi quelli basati in Cina, possono avere accesso ai dati degli utenti americani di TikTok sottostando a una serie di robusti controlli di cyber-sicurezza e di protocolli di autorizzazione sovraintesi dalla nostra squadra dedicata alla sicurezza negli Stati Uniti”. Ora cosa dirà Brendan Carr, membro repubblicano della commissione americana Federal Communications Commission (FCC), che solo pochi giorni fa aveva chiesto ad Apple e Google di rimuovere la app dai loro stores? Ma soprattutto: cosa faranno Apple e Google?