Il “doppio motore” che per il responsabile musicale di YouTube Lyor Cohen rappresenta il futuro del mercato digitale musicale - quello, in sostanza, pronto a lasciarsi alle spalle il dualismo freemium / a pagamento - sta iniziando a perdere colpi? Ogni conclusione, allo stato attuale delle cose, rischia di essere prematura, ma il dato c’è, ed è incontestabile: l’ultimo report di Alphabet, holding alla quale fanno capo Google e le relative controllate, ha rilevato un calo nei ricavi pubblicitari di YouTube nel terzo trimestre del 2022. Nonostante la flessione dell’1,9% su base annua la piattaforma di video sharing ha comunque versato nelle casse della società, tra gli scorsi luglio e settembre, oltre 7 miliardi di dollari. Resta il fatto che l’advertising rappresenti una delle linee di ricavo più importanti per tutto il sistema Alphabet, e che le rare performance negative rimangano sempre e comunque oggetto di indagine, da parte dei vertici della società. Secondo il responsabile del settore finanziario Philipp Schindler il calo sarebbe imputabile a “una diminuzione del coinvolgimento degli utenti rispetto ai livelli elevati visti all'inizio della pandemia”, e a un conseguente “calo della spesa da parte di alcuni inserzionisti”, già iniziata la passata primavera e acuitasi nel periodo estivo. “Questo cambiamento nelle abitudini degli utenti ha anche creato una pressione al ribasso sulle nostre entrate pubblicitarie, con minori entrate derivanti dalla spesa per promozioni pubblicitarie”, ha aggiunto Schindler, al quale ha fatto eco il ceo di Alphabet Sundar Pichai: “L’andamento dei nostri ricavi pubblicitari è stato influenzato anche dal superamento degli elevati livelli di crescita dell'anno scorso, oltre che dal difficile contesto macroeconomico”. Il rimedio all’emorragia di entrare sarebbe già pronto: dalle inserzioni in YouTube Shorts - il format di video brevi approntato da San Bruno per far fronte alla concorrenza di TikTok - i vertici della piattaforma si aspettano un’ottima performance, a fronte di “1,5 miliardi di utenti mensili e 30 miliardi di visualizzazioni giornaliere”: “E’ ancora presto per dirlo”, hanno concluso i vertici di Alphabet, “ma siamo incoraggiati dai progressi che abbiamo fatto quest'anno nella monetizzazione di YouTube Shorts”. “Complessivamente, credo che YouTube rimanga molto ben posizionato per continuare a beneficiare del boom dello streaming”, ha concluso Schindler: "Restiamo convinti che rimanga molto margine per rendere YouTube ancora più appetibile e più funzionale alle call to action commerciali, alla promozione dei prodotti e alle funzionalità dedicate alle operazioni commerciali convenzionali”.