Tra gli scorsi mesi di luglio e settembre Universal Music Group ha registrato entrate per 2,664 miliardi di euro, per un aumento su base annua del 13,3%: in media, nei primi nove mesi del 2022, la major quotata dallo scorso anno sulla borsa di Amsterdam ha visto le proprie entrate crescere - sempre su base annua - del 15,6%. Nel terzo trimestre di quest’anno UMG ha messo a bilancio ricavi per 2,06 miliardi di euro dalla musica registrata (+10,1%), dei quali 1,359 miliardi dallo streaming (sia in abbonamento che freemium, +7,7%), 264 milioni di euro dai supporti fisici (-9,6%), e 306 milioni di euro da licensing e altre linee di entrate (+30,2%). L’exploit è stato registrato dal merchandising, cresciuto nel terzo trimestre del 101,1% su base annua (a quota 189 milioni di euro) grazie al “rimbalzo a seguito del rallentamento legato alla pandemia delle attività live nello stesso periodo dell'anno precedente”. Universal Music Publishing, la divisione editoriale del gruppo, ha generato ricavi per 418 milioni di euro (+6,9% su base annua), dei quali 234 milioni dal digitale (+17%), 57 milioni dalle sincronizzazioni (+7,5%) e 25 milioni dai diritti di riproduzione meccanica (-21,9% su base annua, a causa del “calo delle vendite del formato fisico”). “Grazie alla nostra politica di innovazione, visione globale e comprensione unica dell'evoluzione del mercato, miglioriamo continuamente la monetizzazione della musica e dei contenuti correlati alla musica, generando entrate qualitativamente molto alte e quanto mai diversificate”, ha commentato Grainge in una nota, al quale ha fatto eco Boyd Muir, capo delle operazioni a livello globale di UMG: “La nostra visione del successo consiste nel massimizzare il valore a lungo termine della società. Cosa che implica non solo l’aumento delle entrate, ma anche la crescita nella diversificazione delle stesse che contribuisce non solo a far crescere il margine operativo lordo, ma anche il valore per i nostri azionisti”.