L’International Federation of the Phonographic Industry, associazione internazionale di rappresentanza dell’industria discografica, ha reso noto nella mattina di oggi, giovedì 17 novembre, il proprio rapporto annuale riferito al consumo globale della musica registrata. Basandosi su un campione di 44mila intervistati sui 22 principali mercati mondiali, IFPI ha osservato - a partire dallo scorso mese di gennaio - un incremento del tempo medio settimanale di ascolto di musica, salito a 20,1 ore rispetto alle 18,4 ore del 2021. Il 46% degli appassionati intervistati ha detto di fruire di album e canzoni tramite abbonamenti a servizi streaming a pagamento. L’interazione con i contenuti musicali, generalmente, avviene attraverso sei modalità differenti, “che vanno - spiega il report - dallo streaming video alla radio, dalla televisione alle colonne sonore, dai giochi alla creazione di video brevi”, con il 63% del campione che “concorda sul fatto che la musica gioca un ruolo centrale nel tempo trascorso a guardare video su short-form video app”. Riguardo i generi musicali, a livello internazionale - accanto ai filoni principali come rock, pop, rap - sono stati identificati oltre 500 sottogeneri, come - tra gli altri - sertanejo, disco-polo e dangdut. L’utente medio italiano ascolta 20,5 ore di musica alla settimana, per un totale di 28 brani, essenzialmente alla radio (20%) o su piattaforme di video sharing come YouTube (20%), ma anche sui servizi streaming (il 15% a pagamento, il 12% in modalità freemium), su supporti fisici o digitali acquistati (12%), o ancora sui social media (il 5% sulle piattaforme tradizionali, il 7% come short form video). L’Italia resta comunque nella top 5 dei mercati dove lo streaming a pagamento ha maggiore penetrazione, dopo la Svezia, dove il 56% degli appassionati è titolare di un abbonamento premium, il Regno Unito (52%), Germania e Stati Uniti (51%) e Messico (50%): nel nostro Paese la percentuale di utenti a pagamento è ferma al 39%. Riguardo i generi più ascoltati, la produzione domestica si riconferma il genere preferito dagli appassionati italiani: il pop tricolore è stato indicato tra i generi preferiti dal 50% degli intervistati, seguito dal pop internazionale (48%), rock (45%), cantautorato (33%), dance (25%) e rap italiano (24%).