Il comparto italiano della musica dal vivo pare si sia ormai pronto a lasciarsi la buia parentesi pandemica alle spalle. Intervistato dall’agenzia ADNKronos, il presidente di Assomusica Vincenzo Spera ha dichiarato che l’incremento del volume d’affari registrato nel 2022 dal settore del live tricolore rispetto al periodo pre-Covid si aggira intorno al 40 - 45%. “L'estate è andata molto bene: l'anno si chiuderà con dei dati comunicati da SIAE fino a settembre, parliamo di oltre 11 milioni di spettatori con 500 milioni di fatturato e relativi indotti. Dunque, c'è un incremento rispetto al 2019 del 40-45%”, ha spiegato il numero uno dell’associazione di categoria degli impresari musicali: “Questo dato racchiude ovviamente i concerti rinviati e quelli nuovi, dunque è un bilancio da fare su due anni e mezzo”. Riguardo le prospettive per la prossima stagione, Spera è fiducioso. “C'è un grosso fermento per l'anno prossimo quindi considerando tutti i concerti che sono già stati messi in vendita negli ultimi due mesi, per l'estate abbiamo già quasi tre milioni di biglietti venduti, e la cosa lascia molto sperare”, ha osservato il presidente di Assomusica, anche se “c’è un problema di probabile sovraffollamento (di spettacoli)” e di gestione delle maestranze, “che sono in buona parte scomparse. E quindi anche le strutture”. “Ci auguriamo che il nuovo governo possa intervenire con delle misure che aiutino a trovare dei lavoratori e che aiutino anche a creare della formazione per loro”, ha concluso Spera: “Noi chiediamo che si arrivi quanto prima ad una definizione delle norme previste dalla legge sul codice dello Spettacolo, dove vengano innanzitutto riconosciute le figure professionali, e in secondo luogo vengano stabilite delle regole che valgano in tutto il Paese, perché non possiamo trovarci in balia ogni volta degli umori delle varie amministrazioni locali”.