Dopo l'HomePod Mini, ecco l'HomePod: domani, 1° febbraio, arriva sul mercato la seconda generazione dello smart speaker di fascia alta di Apple. Per il mercato italiano è una novità assoluta: la prima versione - lanciata nel 2017 - non era stata mai commercializzata nel nostro paese. HomePod rappresenta una scelta interessante in termini di posizionamento e di distinzione dai concorrenti, sia nell'hardware che nel software legati alla musica: così come per Apple Music - in cui lo spatial audio e il Dolby Atmos sono una caratteristica centrale del servizio e una differenza dai concorrenti - anche per il nuovo altoparlante il focus è sulla qualità audio, più che su altri servizi. Più speaker che smart, insomma. HomePod integra sì le funzionalità classiche di Siri, più alcune nuove legate alla domotica, come il controllo temperatura e umidità: è compatibile con il protocollo Matter per gestire accessori come videocamere, termostati, prese elettriche, lampadine etc. Ma HomePod è soprattutto un buon altoparlante, semplice da usare, posizionandosi nel segmento di prodotti come Sonos, più che in quello dei prodotti audio di Amazon e Google. HomePod arriva a poco più di un anno dalla diffusione di HomePod Mini, costerà 349 euro. Ecco la nostra prova. Cosa è l'HomePod: installazione e design Il design è lo stesso della prima versione, diffusa solo nei paesi anglosassoni e in altri mercati: un cilindro arrotondato in tela (bianca o nera), con un pannello di plastica in cima, con i controlli touch e illuminazione colorata quando Siri è in azione. Qualche differenza con il predecessore c'è, ma poco rilevante visto che di fatto, per l'Italia, è la prima generazione: la più visibile è che il cavo di alimentazione è rimovibile (a differenza del Mini, non ha bisogno di un alimentatore esterno). L’installazione è speculare a quella dell'HomePod Mini e di molti device Apple: si avvicina iPhone o iPad, HomePod viene riconosciuto e associato automaticamente - in pochi secondi è visibile e disponibile sull'account dell'utente. Se ne installate un secondo, si ha l'opzione di creare automaticamente una coppia stereo, oppure di posizionarlo in un’altra stanza gestita autonomamente - sul modello di Sonos, per intenderci. Si può usare anche con la TV: sostanzialmente HomePod deve essere configurato come uscita audio di default di un'Apple TV 4k (quelle da fine 2021 in poi), che a sua volta deve essere collegata al televisore tramite l'uscita HDMI/Arc (quella usata da soundbar e simili). Cosa importante: sia AppleTv, che iPhone/iPad che HomePod devono essere aggiornati all'ultima versione del sistema operativo (16.3, uscita settimana scorsa). In HomePod, anche nella versione Mini, il sofwtare sblocca la funzionalità di controllo temperatura e umidità. L'integrazione con Siri e l'ecosistema Apple Come il Mini, HomePod è di fatto parte di un ecosistema chiuso, quello dei prodotti Apple: è fatto per funzionare con iPhone, iPad, Mac e Apple TV. Viene controllato anche dall’applicazione “Casa”, che permette di automatizzare vari processi, in base a vari parametri: temperatura, momenti del giorno, stanze, etc. HomePod non supporta il bluetooth, ma funziona tramite AirPlay 2: compare come destinazione sonora in nelle varie applicazioni, anche di terze parti da Spotify in giù. Per il resto, il meccanismo di HomePod è quello tipico di uno smart speaker: una volta installato, può funzionare autonomamente, perché collegato alla rete wi-fi. Un comando vocale sostituisce l'applicazione per le richieste di qualsiasi tipo (basti ricordare che qualche tempo fa Apple ha lanciato un abbonamento a prezzo ridotto basato solo su Siri). Ma, come sempre, Apple punta anche sulla privacy: Siri si può disattivare del tutto, si può attivare al tocco o tramite comando vocale ("Hey Siri, suona...") ma per il resto rimane spento. La possibilità di usare i comandi vocali per migliorare il funzionamento o riconoscere la voce è "opt-in", e non "opt-out" o di default: viene chiesto consenso esplicito all'installazione. L'audio: stereo e spatial audio HomePod però è soprattutto un altoparlante: è qua che eccelle. Se HomePod Mini aveva una discreta resa sonora, il fratellone maggiore alza decisamente il risultato, giustificando il prezzo. L'esperienza in coppia, dove subentra lo stereo, richiede un investimento sostanzioso, ma l'esperienza sonora è notevole. Ogni tanto il suono appare un po' sbilanciato sui bassi - che si possono ridurre tramite le impostazioni in "Casa". Putroppo non c'è equalizzazione, ma attraverso il computational audio, HomePod percepisce la sua posizione e la distanza da ostacoli (muri, mobili) e adatta il suono di conseguenza. Basta spostarlo nella stanza, per qualche secondo sentire ondeggiare il suono, che poi si sistema e si ottimizza. Il salto in avanti è legato all'ecosistema Apple: se usate Apple Music e ascoltate un album in Spatial Audio. HomePod riesce a spazializzare gli strumenti. Certo, non parliamo di un Dolby Atmos da cinema, ma la differenza si sente eccome: il supporto allo Spatial Audio/Dolby Atmos è un'esclusiva di HomePod, ed era una delle carenze del Mini. Per farla breve: i veri competitor di HomePod non sono gli smart speaker classici, ma i sistemi come Sonos: il Move o il Five, ovvero quelli di fascia alta pensati per la musica più che per la TV. Rispetto all'ecosistema Sonos, ricco di diversi elementi componibili, HomePod è meno versatile ma offre un'esperienza più semplice e immediata: ottimo audio per utenti consumer. VOTO: 4/5 PRO: Design di livello, che inserisce facilmente in ogni ambiente domestico. Installazione decisamente semplice , integrazione con l'ecosistema Apple, ottima resa sonora. CONTRO: Prezzo importante ma in linea con la fascia di mercato. Uso di fatto limitato all'ecosistema Apple. PROVATE ASCOLTANDO: "Actual life 3" (Fred Again...), "Automatic for the People" (R.E.M.), , "30" (Adele), "Successi in audio spaziale" (Playlist Apple Music).