L’intelligenza artificiale divide il settore musicale, e non solo, tra chi vede una possibilità di crescita e chi un pericolo che possa sostituire il fattore umano, ma ci sono società che fanno parte della prima fazione e rassicurano sulle loro intenzioni ogni qualvolta viene lanciato un nuovo prodotto. Come nel caso di WaveAI, azienda fondata nel 2017 con sede a Sunnyvale (California) specializzata in intelligenza artificiale e apprendimento automatico dell’espressione creativa umana, che ha annunciato "MelodyStudio", un nuovo strumento in grado di generare melodie e accordi. L’amministratore delegato Dr. Maya Ackerman ha spiegato: “La nostra intelligenza artificiale non è stata progettata per competere con i musicisti o per rubargli la scena, ma per essere un'alleata che agisce come un umile saggio seduto tranquillamente in disparte fino a quando non si ha bisogno del suo aiuto”. Sulla stessa scia di WaveAI, lo scorso gennaio Beatoven, startup AI indiana fondata da Mansoor Rahimat Khan, ha annunciato il lancio di un fondo pari a 50.000 dollari per supportare gli artisti indipendenti locali nella produzione di loop musicali, sottolineando la volontà di sostenere e valorizzare la componente umana, fondamentale per perfezionare i sistemi dell’intelligenza artificiale.