Istituiti nel 2009, gli Hollywood Music In Media Awards rappresentano oggi uno dei riconoscimenti di riferimento nel settore dell’audio/video statunitense: partiti in sordina come iniziativa dedicata alle iniziative indipendenti nel segmento della sincronizzazione, oggi gli HMM Awards hanno tra i frequentatori abituali le casa produttrici più importanti, diventando una sorta di anticamera informale di Oscar e Grammy per quanto riguarda le categorie che legano l’industria musicale a quella del cinema, delle pubblicità e dei videogame. Per l’edizione 2023 della manifestazione tra i membri dell’Academy chiamati a esprimersi sui lavori in nomination - che saranno resi noti verso la fine della prossima estate - ci sarà anche un nostro connazionale: a rappresentare l’Italia nel Voting Body dei premi sarà Andrea Tonoli, compositore titolare di sette album pubblicati da 2012 a oggi e membro della Commissione Musica e del Consiglio di Sorveglianza di SIAE. “Sono entrato in contatto con l’Academy nel 2015, quando un mio lavoro ha ricevuto una nomination nella categoria di genere New Age / Ambient”, racconta Tonoli: “Quest’anno, lavorando alla colonna sonora di un documentario di produzione americana che sarà presentato al Tribeca Festival di New York il prossimo autunno [“Scars We Carry” di Jean-Cosme Delaloye], sono tornato a sentirli e ho ricevuto la proposta di entrare a far parte dei membri votanti in vista dei premi”. Il ruolo di membro della giuria è riservato ai professionisti del settore dell’intrattenimento di comprovata esperienza, con qualifiche che vengono vagliate dalla commissione permanente degli Awards: la presenza nel corpo votante non è perpetua, ma va rinnovata annualmente. Cosa succederebbe se Tonoli si ritrovasse in gara ai premi anche come concorrente per il suo lavoro? “Il regolamento prevede che, nelle categorie di genere, siano presi in considerazione opere già oggetto di sincronizzazione e disponibili sul mercato americano”, precisa l’artista: “Al momento non saprei, dipende dalle tempistiche di distribuzione del film, ma - in ogni caso - resterei attivo anche nel Voting Body senza la possibilità di esprimere un auto-voto nella categoria nella quale sarei in gara”. Resta la soddisfazione per il riconoscimento presso un’istituzione di punta in quello che è il primo mercato audio / video a livello mondiale. “L’Italia è il paese che più di ogni altro ha contribuito alla storia del cinema regalando al grande schermo alcune delle più belle colonne sonore di sempre”, conclude Tonoli: “A prescindere che si tratti di me, è bello saperci rappresentati presso una realtà così importante. E sarebbe bello vedere più connazionali presentare la propria candidatura per entrare nella giuria: per il momento stiamo ancora esportando poco a livello mediatico, ma sono tanti i colleghi che hanno tutte le potenzialità per sfondare sul mercato americano. Penso, per esempio, al lavoro di Pivio e De Scalzi sulla saga cinematografica di ‘Diabolik’, perfetto per conquistare il pubblico anche oltre i nostri confini. Gli HMM Awards, come tutti i premi americani, sono molto centrati sulle produzioni locali, ma oggi le piattaforme rendono la distribuzione globale molto più semplice: avere un gruppo di italiani a rappresentare il Paese a Hollywood sarebbe molto importante”.