150 milioni di utenti in Europa. È il risultato raggiunto da TikTok e pubblicato in un comunicato in cui sono resi noti tutti i numeri registrati dalla società controllata da ByteDance, come richiesto dalla Commissione Europea che ha dato alle aziende di social media e ai motori di ricerca tempo fino al 17 febbraio per rendere noti i loro utenti attivi mensili. La piattaforma ha dichiarato che i suoi investimenti in Europa (Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito) hanno prodotto nuovi posti di lavoro per oltre 5 mila persone, spiegando: "I nostri dipendenti coprono una vasta gamma di settori, dal brand ai creator, dall'e-commerce alla musica, fino alla privacy, alle politiche pubbliche, alla ricerca, sviluppo e sicurezza". Il dsp ha aggiunto che sono previste le aperture di un secondo data center in Irlanda e un terzo in Europa per integrare ulteriormente le operazioni: "I dati degli utenti europei di TikTok inizieranno a migrare quest'anno e continueranno fino al 2024". Tuttavia, TikTok ha recentemente dichiarato di aver tagliato il suo obiettivo di fatturato globale per quest'anno del 20%, ovvero di almeno 2 miliardi di dollari e licenziato personale negli Stati Uniti e in Europa a metà del 2022, in un contesto di riduzione dei posti di lavoro nel settore tecnologico. Per conformarsi ai nuovi standard dell'UE, TikTok ha anche presentato il suo primo rapporto di riferimento al Codice di condotta sulla disinformazione, fornendo 2.500 dati sull'attuazione e l'applicazione delle politiche in 30 Paesi europei: “Abbiamo ampliato il nostro team con ulteriori competenze e messo a disposizione risorse chiave di tutta l'azienda per garantire la nostra futura conformità al Digital Services Act (DSA)". La società ha confermato la sua adesione al Codice sulla disinformazione e sull'incitamento all'odio sviluppando un'API di ricerca sulla piattaforma: "Siamo orgogliosi di aver partecipato al processo di collaborazione e co-regolamentazione per la stesura del Codice di condotta dell'UE sulla disinformazione e di condividere il nostro primo rapporto di riferimento nell'ambito di questo nuovo codice, sulla base del nostro lavoro come firmatari del codice precedente". Proprio in merito a quest’ultimo, anche altri big del settore hanno pubblicato i propri risultati sul tema come Alphabet, proprietaria di Google, che ha fornito una ripartizione degli utenti mensili delle sue applicazioni: Google Maps ha registrato 278,6 milioni di utenti medi mensili, Google Play 274,6 milioni, Google Search 332 milioni, Shopping 74,9 milioni e YouTube 401,7 milioni. Apple, nel frattempo, ha dichiarato che solo il suo App Store si qualifica come "piattaforma online di grandi dimensioni" (VLOP) secondo gli standard dell'UE, poiché l'applicazione ha più di 45 milioni di utenti mensili; sottolineando: "Apple intende, su base del tutto volontaria, allineare ciascuna delle versioni esistenti dell'App Store (comprese quelle che attualmente non soddisfano la soglia di designazione VLOP) ai requisiti DSA esistenti per le VLOP, poiché gli obiettivi della DSA sono in linea con quelli di Apple di proteggere i consumatori dai contenuti illegali”. In UE, Meta, che possiede Facebook e Instagram, ha affermato di avere circa 255 milioni di utenti attivi mensili medi su Facebook e circa 250 milioni su Instagram nei sei mesi conclusi il 31 dicembre 2022, mentre Twitter ha raggiunto 100,9 milioni di utenti medi mensili. Google, Meta e TikTok si sono impegnati a rispettare i nuovi standard di rendicontazione dell'UE, ma Twitter "ha fornito poche informazioni specifiche e nessun dato mirato", ha dichiarato la Commissione europea in una nota citata dall'Associated Press. Vera Jourova, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per i valori e la trasparenza, ha dichiarato: "Sono delusa nel vedere che il rapporto di Twitter è in ritardo rispetto agli altri e mi aspetto un maggior impegno nei confronti degli obblighi derivanti dal Codice. La Russia è impegnata anche in una vera e propria guerra di disinformazione e le piattaforme devono essere all'altezza delle loro responsabilità".