L’e-commerce, che negli ultimi anni ha registrato un incremento dell’utilizzo da parte degli utenti, in particolare nel periodo pandemico, ha attirato l’interesse di una delle più importati piattaforme streaming: YouTube. La controllata di Google ha annunciato che "più di 100.000 creator, artisti e brand hanno collegato i propri store ai loro canali YouTube", specificando: "Quest'estate continueremo ad ampliare l'accesso alle nostre funzioni di acquisto, come il tagging dei prodotti su Shorts". Operazione che rientra nel programma di "opportunità per far crescere le opzioni musicali destinate ai contenuti generati dagli utenti”, come sottolineanto da Lyor Cohen, Global Head of Music di YouTube, in occasione del lancio di "Sounds on Shorts": "Stiamo creando soluzioni di monetizzazione a lungo termine per gli short video, e presto avremo altre informazioni da condividere”. Sarà interessante vedere come si svilupperà e quali benefici apporterà, per esempio, agli artisti e alla vendita del loro merchendaising. Per il momento, un'idea del potenziale viene fornito dalla stilista sudcoreana Colizet che ha utilizzato, per esempio, gli short video per "mostrare cosa ha ispirazione lo stile" del suo primo prodotto, un blazer, presentato poi con un video su YouTube a cui è seguita una diretta streaming per rispondere alle domande dei fan. Un altro caso è stato quello del brand di abbigliamento sportivo Blogilates che ha utilizzato Shorts per dare uno sguardo al backstage e di come vengono creati i capi. YouTube, però, non è la prima piattaforma di streming ad aver pensato ad una soluzione simile: lo scorso novembre, Spotify ha annunciato il lancio di una nuova landing page sul proprio sito Web, progettata per far sì che gli artisti possano utilizzare il merchandising su Spotify; Amazon Music che ha annunciato nuovi upgrade dell’app dedicata ai musicisti Amazon Music for Artists come il servizio servizio “print-on-demand”(stampa on demand) su Amazon Merch on Demand e una nuova serie di strumenti "merch curation”.