Dal set della serie ambientata nell’immaginario Istituto Penitenziario Minorile di Napoli, liberamente ispirato al carcere di Nisida, al trionfo nelle classifiche. E poi la vittoria dei Dischi d’oro e di platino, la firma di contratti discografici e la conquista di palchi importanti. Una serie tv prodotta dalla Rai, esplosa su Netflix e poi diventata un fenomeno anche della tv generalista tornando su Rai2, si rivela il talent show che mancava nei palinsesti di viale Mazzini dopo il flop di “The Voice”, che ha ormai declinato il format in versioni "Senior” e "Junior" che puntano all'intrattenimento e non a scoprire talenti, come l'originale non è mai riuscito a fare. Stiamo parlando, naturalmente, di “Mare fuori”, il cui successo - a distanza di quasi un mese dalla messa in onda su Rai2 degli ultimi due episodi della terza stagione - non sembra arrestarsi. La sigla “O mar for" è arrivata a 35 milioni di stream (un tormentone: due mesi fa erano 18), la richiesta di un adattamento dagli Stati Uniti per il quale la Rai sta trattando (dopo aver già chiuso accordi con oltre venti paesi, dalla Germania a Israele, per esportare il format) e l’annuncio di un film e di un musical in lavorazione sono solo gli ultimi traguardi raggiunti dalla serie che ha conquistato la Generazione Z. I cui protagonisti, ora, diventano star anche nella vita reale, non solo tra le pareti del carcere. Clara Soccini/Crazy J Lo scorso sabato Clara Soccini, che in “Mare fuori” interpreta Crazy J, una trapper milanese disposta a tutto pur di affermarsi, è stata ospite della quinta puntata del serale di “Amici”. “Ma che cos’è questo, un episodio crossover?”, verrebbe da chiedersi, citando BoJack Horseman. No. Nello studio del talent show di Canale 5 condotto da Maria De Filippi l’attrice si è presentata in panni diversi da quelli di Crazy J, il suo personaggio nella serie: sé stessa. Classe 1999, l’attrice ha appena inaugurato ufficialmente la sua carriera da cantante firmando un contratto con Warner Music. Aveva pubblicato dei singoli già prima di “Origami all’alba”, la hit che, complice “Mare fuori”, l’ha catapultata in testa alle classifiche in mezzo alle canzoni di Sanremo. Nel corso degli ultimi due anni erano usciti “Ammirerò”, “Bilico” e “Il tempo delle mele”. Ma la svolta è arrivata grazie alla canzone scritta da un altro protagonista del cast della serie Rai, Matteo Paolillo. Cantata originariamente dallo stesso Matteo Paolillo nella terza stagione di “Mare fuori”, nella versione di Clara “Origami all’alba” ha totalizzato su Spotify 22,4 milioni di ascolti complessivi, superando i 115 milioni di visualizzazioni su TikTok - dove oltre 50 mila utenti l’hanno scelta come colonna sonora dei loro video - e 10 milioni di visualizzazioni su YouTube in un mese. La scorsa settimana il singolo si è aggiudicato il Disco di platino per l’equivalente di oltre 100 mila copie vendute tra download e streaming: “Grazie a questa canzone il mio percorso artistico è cambiato. È svoltato in un attimo e tutto sembra un film, un po’ un sogno”, ha confessato l’attrice-cantante a Maria De Filippi, ad “Amici”. Nel cassetto c’è un album che vedrà la luce nei prossimi mesi. Matteo Paolillo Mentre altri protagonisti del cast di “Mare fuori” continuano a prendersi soddisfazioni nell’ambiente cinematografico, con Massimiliano Caiazzo (26 anni, nella serie interpreta Carmine di Salvo) che vince il Ciak d’oro come miglior protagonista e Greta Esposito (21 anni, interpreta Nina) che dopo le prime due stagioni della serie ha partecipato a “Delta” e a “Qui rido io” di Mario Martone e ora è di nuovo in tv con la serie teen di RaiPlay “Shake”, lo stesso Matteo Paolillo si prepara a diventare un fenomeno discografico. L’attore-cantante che nella serie interpreta Edoardo Conte, un ragazzo testardo che non ha alcuna intenzione di lasciare la malavita, con il nome d’arte di Icaro pubblicherà presto il suo album d’esordio. Conterrà dodici brani e tra questi ci saranno sicuramente “O mar for” e “Origami all’alba”. Lo ha annunciato sui social: “A breve vi presenterò il mio primo album. Un progetto musicale che racconterà di me e non più solo di Edo. Ci troverete le tematiche che mi stanno più a cuore: l’importanza dell’amore, del senso di comunità, della forza che c’è nel non aver paura a mostrarsi vulnerabili. Siamo tutti legati dalla stessa energia, tutti diversi ma tutti uguali. La mia voce sarà un soffio di empatia, un canto di speranza”, ha scritto. Intanto il 1° maggio sarà tra i protagonisti del Concertone di Piazza San Giovanni, su Rai3. Raiz Non si è limitata a lanciare solo i fenomeni della prossima stagione discografica, però. “Mare fuori” è riuscita anche in un’impresa impossibile: trasformare in un’improbabile popstar anche Raiz, il frontman degli Almamegretta, band di culto della scena indipendente e alternativa italiana degli ultimi trent’anni. Il 55enne musicista napoletano, che nella serie interpreta il personaggio di Don Salvatore Ricci, la scorsa settimana ha ricevuto la targa per il Disco di platino vinto da “O mar for”, di cui ha registrato i cori, componendo insieme a Stefano Lentini parte della colonna sonora della serie. Gli era già successo con gli Almamegretta di vincere un Disco di platino (nel ’98 per l’album “Lingo”), ma da solo mai: “L’altro giorno ero al centro commerciale e ad un certo punto ho sentito alcune ragazzine alle mie spalle che canticchiavano il ritornello. Mi avevano riconosciuto e volevano attirare la mia attenzione - ha raccontato, tra il divertito e l’imbarazzato, mentre gli consegnavano la targa - quello che è successo a ‘O mar for’ e a tutta la colonna sonora della serie è un fenomeno unico. La cosa incredibile è che gli attori hanno generato le canzoni. Questo successo è frutto di un bel lavoro collettivo cresciuto grazie a chi ci ha messo le mani. Il resto l'ha fatto la popolarità della serie: testi importanti sono arrivati a tutti. Io vengo dall'underground musicale con gli Almamegretta e non solo, mi è stato sempre ripetuto che le mie canzoni erano difficili per i contenuti e per la lingua. ‘Mare fuori’ ci dice il contrario: la buona musica arriva al pubblico e il pubblico la recepisce. Non bisogna sottovalutare il pubblico. È una scommessa vinta”.