E’ una crescita non a due cifre per una manciata di punti percentuali quella registrata da Universal Music Group nei primi tre mesi di quest’anno: tra gli scorsi gennaio e marzo la major guidata da Lucian Grainge ha visto i propri ricavi salire del 9,3% su base annua a 2,451 miliardi di euro. Complessivamente, la divisione dedicata alla musica registrata del gruppo ha accumulato entrate per 1,923 miliardi di euro, in crescita del 9,6% su base annua: a generare la maggior parte dei ricavi, ovviamente, è stato lo streaming a pagamento, cresciuto del 10,3% su base annua a 1,014 miliardi di euro, con lo streaming supportato dalla pubblicità a contribuire per 315 milioni di euro, in calo del 2,2% su base annua. La performance del freemium, piuttosto opaca, è stata giustificata dagli analisti della major alla luce del “complesso contesto economico” che ha caratterizzato il settore pubblicitario nell’ultimo periodo. Estremamente positiva, di contro, è stata la prestazione dei formati fisici, i cui ricavi sono cresciuti su base annua del 32,6% a 313 milioni di euro: anche in questo caso, il dato è stato fortemente influenzato da un fatto contingente, più precisamente dalla pubblicazione - in Giappone - del singolo “Life Goes On”, ultima uscita delle popstar locali King & Prince, che in appena una settimana ha smerciato sul mercato domestico un milione di copie in CD. Exploit, questo, che - per ammissione dello stesso Grainge - un titolo del catalogo UMG non conseguiva da tre anni. Mentre il segmento licensing e sincronizzazioni ha fatto segnare una crescita poco sotto la media - +8,1% su base annua, a 226 milioni di euro - in calo del 3,6% (a 107 milioni di euro) è la divisione merchandising, che a Universal Music è appannaggio della controllata Bravado. Il risultato poco brillante - secondo gli analisti di UMG - è da imputare essenzialmente due fattori: da una parte un calo fisiologico imputabile al boom innescato, l’anno passato, dalle riaperture che hanno caratterizzato la fine dell’emergenza sanitaria da Covid-19, dall’altro un calo della vendita al dettaglio a favore dei canali D2C. Buona la performance della divisione editoriale di UMG: Universal Music Publishing ha generato ricavi per 425 milioni di euro, in aumento su base annua dell’11,5%: nel dettaglio, le entrate ascrivibili alle piattaforme digitali sono cresciute del 19,1% a 231 milioni di euro, così come quelle da sincronizzazioni, salite del 7,8% a 69 milioni di euro. "Il nostro forte avvio nel 2023 dimostra la coerenza nello sviluppo di grandi artisti e nel presentare la loro musica ai fan di tutto il mondo", ha concluso Grainge: "Non vediamo l'ora di sfruttare questo slancio e promuovere la nostra comprovata esperienza nel trasformare tecnologie rivoluzionarie in opportunità per accelerare il nostro business a favore dei nostri artisti, fan e azionisti".