Nel 2020 Clubhouse fece scuola, costringendo la concorrenza alla rincorsa: nel 2022 Spotify, per arginare la concorrenza dell'app sviluppata da Alpha Exploration, annunciò l'attivazione di una nuova funzionalità per permettere ai propri iscritti di intrattenersi in audio-chat con gli altri utenti della piattaforma. I tempi, tuttavia, con ogni probabilità erano cambiati: nemmeno un anno dopo, all'inizio dello scorso aprile, i gestori del servizio streaming ufficializzarono la chiusura del proprio esperimento nel segmento drop-in audio. In questi giorni la stessa Clubhouse ha annunciato un profondo ridimensionamento del proprio organico che porterà al licenziamento di circa la metà della forza lavoro impiegata sul progetto. "Stiamo ridimensionando la nostra azienda per oltre il 50% del personale", ha fatto sapere, in una nota ufficiale - firmata dai fondatori Paul Davison e Rohan Seth - indirizzata al proprio staff, la società: "Clubhouse è stato progettato per essere un luogo dove ritrovarsi con gli amici, incontrarsi e parlare. Funziona davvero bene quando le persone lo usano e hanno il tempo da dedicargli. Milioni dei nostri iscritti lo sanno". "Ma essendosi riaperto il mondo dopo il Covid, tanti hanno avuto difficoltà ritrovare i propri amici su Clubhouse per lunghe conversazioni nella vita di tutti i giorni", prosegue il comunicato: "Per risolvere questo problema, dobbiamo ripensare la nostra azienda, eliminare alcuni ruoli per avere un staff più compatto e concentrato sul prodotto. (...) Abbiamo una visione chiara di come dovrà essere Clubhouse 2.0, e crediamo che con un team più piccolo e snello saremo in grado di definire più velocemente i dettagli, costruire il prodotto giusto e onorare i colleghi che ci hanno aiutato ad arrivare qui".