“A seguito di un accordo transitorio firmato tra le parti, sulle piattaforme social di Meta si tornerà ad ascoltare la musica tutelata da SIAE”: a renderlo noto è la stessa Società Italiana degli Autori ed Editori con una nota diffusa nel pomeriggio di sabato, 13 maggio, inerente la crisi con la società informatica americana innescata dal ritiro della big tech dalla trattativa per il rinnovo degli accordi di licenza. La collecting ha espresso “soddisfazione per questo risultato, cercato e raggiunto”, pur restando comunque “impegnata a tutelare gli interessi dei suoi iscritti, continuando a lavorare instancabilmente per raggiungere un accordo definitivo e duraturo improntato all’equità e alla trasparenza, così come chiede anche la Direttiva europea sul Copyright”. SIAE, inoltre, “si impegna inoltre a portare avanti le negoziazioni nel rispetto delle decisioni e delle misure cautelari dettate dall’AGCM”. Soddisfazione è stata espressa anche dalla Federazione Industria Musicale Italiana: il ritorno del repertorio gestito dalla collecting su Facebook e Instagram rappresenta “un passo importante, perché consente ai fan di musica ed agli artisti di utilizzare nuovamente importanti canali dei social media”, ha fatto sapere il presidente di FIMI Enzo Mazza. "Bene che Meta e Siae abbiano trovato un punto di incontro", ha commentato il Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni: "Una buona notizia per gli utenti, ma soprattutto per i nostri artisti e per le loro opere. Ora auspichiamo che il lavoro dei prossimi mesi porti a una risoluzione totale e duratura". "Bene che tra Siae e Meta si sia trovato un accordo, un po’ meno che sia solo provvisorio fino al 6 ottobre", ha puntualizzato Gianmarco Mazzi, collega di Borgonzoni come Sottosegretario alla Cultura con delega alla Musica: "Sa di compromesso che non risolve ancora nulla. I grandi colossi multinazionali sono i benvenuti in Italia perché, come spesso ci ricordano, investono da noi, producendo lavoro e ricchezza ma devono sforzarsi di rispettare regole e sensibilità dei Paesi in cui sviluppano i loro business. In gioco c’è un fine non negoziabile, ossia la giusta remunerazione di chi lavora per creare i contenuti, ossia gli artisti e gli editori, rispetto a chi quei contenuti li distribuisce, addirittura con potenza planetaria. Noi tuteleremo sempre questo principio che attiene a prospettive culturali e non solo commerciali e, in proposito, confido nelle capacità dei dirigenti italiani delle multinazionali, affinché riescano a sensibilizzare i loro capi d’oltreoceano, convincendoli a non tirare troppo la corda". Il processo di ricomposizione del tavolo delle trattative tra Meta e SIAE è iniziato lo scorso 21 aprile, quando - a seguito della pronuncia dell'AGCM che ha imposto alla società guidata da Mark Zuckerberg non solo di riprendere i negoziati, ma anche di ripristinare il catalogo della collecting sulle proprie piattaforme - da Menlo Park arrivò la disponibilità a presentare alla Società Italiana degli Autori ed Editori "una richiesta per la proroga dell'accordo di licenza": mossa, questa, accolta dal presidente di SIAE Salvatore Nastasi come un'apertura alla ripresa delle trattative "in modo costruttivo, ma nel rispetto delle indicazioni dell'Antitrust sulla base delle informazioni necessarie alla adeguata valorizzazione dei contenuti, nell'interesse degli autori italiani".