Nella giornata di ieri, martedì 16 maggio, si è tenuta presso la settima Commissione Cultura del Senato un’audizione incentrata su “I compensi corrisposti agli artisti delle piattaforme in streaming”, durante la quale sono stati sentiti rappresentanti dell'Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo (UNITA), del Registro Attrici Attori Italiani (RAAI) e della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI). L'associazione che raggruppa le principali realtà discografiche italiane per quote di mercato, rappresentata dal proprio presidente e ceo Enzo Mazza, ha specificato che “tra il 2016 e il 2021 c'è stato un incremento delle remunerazioni degli artisti del 96%”: l’aumento dei compensi è dovuto “alla maggiore disponibilità di contenuti” data dalle piattaforme digitali, che hanno generato “un aumento dei ricavi per le multinazionali del 63% a livello globale, evidenziando così quanto sia stata importante la rivoluzione digitale”. “Fortunatamente, anche per la nuova direttiva che ha cambiato alcuni modelli giuridici delle grandi piattaforme introducendo l'autorizzazione preventiva per poter caricare contenuti, vedremo effetti ancora più significativi di quanto accaduto finora”, ha spiegato - come riferito dall’Agenzia Cult - Mazza.