La collecting francese Sacem - Société des Auteurs, Compositeurs et Editeurs de Musique ha incassato nel 2022 1,41 miliardi di euro grazie alla gestione del proprio catalogo, dato in crescita su base annua del 34%. Gran parte delle entrate sono state generate dal digitale, cresciuto su base annua del 38% a 493 milioni di euro, seguito da broadcasting (353,1 milioni, più 19% su base annua) e da altre forme di royalties (327 milioni di euro, più 93% su base annua) come, tra le altre, quelle relativo alle esecuzioni pubbliche, azzerate durante il biennio 2020 / 2021 a causa delle misure restrittive anti-contagio da Covid-19. La performance ha fatto crescere le ripartizioni a beneficio degli associati del 19% su base annua a 1,06 miliardi di euro, con una contrazione delle spese operative all’11,65% dei ricavi, in diminuzione di circa tre punti rispetto all’anno passato. Sempre rispetto al 2022, gli associati sono saliti a 390mila, con un crescita di 14.100 membri in soli dodici mesi. “Questi risultati dimostrano, ancora una volta, la nostra capacità di adattarci e rafforzare le nostre competenze in un settore altamente competitivo e in rapida evoluzione”, ha dichiarato la ceo di Cécile Rap-Veber: “In qualità di player locale, internazionale e digitale, vogliamo andare oltre con una Sacem 3.0 che sia ancora più vicina e solidale con i suoi membri, più proattiva e più innovativa, controllandone i costi”. Tra gli obiettivi a medio-breve termine della collecting ci sono “la difesa delle tasse sulla copia privata, la creazione di un ecosistema di streaming musicale più equo per creator ed editori, la lotta contro le acquisizioni e la regolamentazione dell'intelligenza artificiale”.