Un nuovo ETF totalmente incentrato sulla musica e l'intrattenimento digitale, TUNE, ha esordito lo scorso giovedì 22 giugno in borsa: le sue azioni hanno aperto al NYSE di New York a $19,99 e hanno chiuso praticamente alla pari ($20,01) dopo che solo 133 titoli erano stati scambiati. L’exchange-traded fund è stato lanciato da una startup di Chicago, Clouty, di cui avevamo parlato a inizio anno riferendo del suo lancio dell’indice Musiq 500 Index e del lavoro di preparazione che stava svolgendo per lanciare futures legati al mondo della musica. La startup ha apparentemente coniugato due interessi crescenti: quello degli investitori finanziari per le società musicali e quello del pubblico finale per lo strumento ETF, popolarizzato dalle piattaforme online, con asset gestiti che già ammontavano a 10 triliardi di dollari nel 2021 e che, secondo PwC, registreranno un tasso di crescita annuo composto del 17% e supereranno i 20 triliardi di dollari entro il 2026. Pur anch’essi scambiati in borsa e con un valore che varia in base alla domanda, a differenza delle singole azioni gli ETF sono dei panieri spesso specializzati su temi specifici che permettono di diversificare e minimizzare i rischi. TUNE comprende 50 titoli, tra cui le piattaforme di streaming Spotify e Tencent Music Entertainment, il broadcaster satellitare SiriusXM, le major Universal Music Group e Warner Music Group, il leader della live promotion Live Nation,. Oltre alle società strettamente musicali, TUNE include anche Disney, Adobe, Fox Corporation, Netflix, Paramount e LG. TUNE è il secondo ETF che consente agli investitori di possedere una varietà di società musicali e di intrattenimento dopo che l'anno scorso la sud coreana CT Investments ha lanciato KPOP.