Un nuovo step per l’intelligenza artificiale: ottenere la licenza per i deepfakes e c’è anche qualche start up che è a lavoro per rispondere alla nuova domanda del settore musicale. Si tratta della società britannica Myvox- fondata dai musicisti e produttori Arianna Broderick (alias Maeve) e John Clancy, che si occupa della distribuzione ai servizi di streaming, oltre a dipartite le royalties con gli artisti- che ha annunciato il lancio di una piattaforma che consente agli artisti di concedere in licenza le loro voci come cloni dell'intelligenza artificiale, che possono poi essere utilizzati per creare nuovi brani. Questo servizio, però, è disponibile solo per gli utenti che scelgono il piano do abbonamento “Pro” al costo mensile di $19,99 e offre: conversioni illimitate di artisti, conversioni royalty-free illimitate, 2 rilasci su tutti i servizi di streaming al mese, pagamenti automatizzati delle royalty e dashboard di distribuzione per artisti. Myvox non è l’unica a voler dare questa alternativa agli utenti: all’inizio di agosto il Financial Times ha riportato che Google e Universal Music starebbero in trattava per la concessione di licenze su melodie e voci di artisti per brani generati dall'AI; ma, per quanto riguarda il versante discografico, ci sarebbe in lista anche Warner Music.