Un gruppo di alti dirigenti di Sony BMG, capitanato da Charles Goldstuck e dal carismatico Clive Davis, sta cercando di convincere il top manager australiano a riconsiderare la sua decisione di tornarsene in patria a fine anno abbandonando ogni incarico operativo per stare più vicino alla famiglia (vedi News). Alla base della loro mozione, pare, c’è la preoccupazione per le divergenze di stile e di cultura aziendale che continuano a rendere difficile una fusione di fatto tra la BMG tedesca e la Sony nippo-americana: Smellie, chief operating officer tuttora in carica e di estrazione Bertelsmann, è considerato l’uomo giusto per attutire le frizioni tra i due gruppi e favorirne la graduale integrazione.