“Mi piacerebbe essere tutto e niente allo stesso tempo, con tutto ciò che esiste nel mezzo” Questo, nelle parole dell’artista, il ritratto - in estrema sintesi - di Domiziana. 26 anni, italiana con (da sette anni a questa parte) residenza a Londra, la cantautrice queer inizia oggi, venerdì 6 ottobre, il processo di pubblicazione di “Bubble Pop”, il suo album di debutto realizzato con la collaborazione del produttore Alessandro Spagnolo: il disco non verrà pubblicato immediatamente nella sua completezza, ma sarà presentato al pubblico canzone dopo canzone, con cadenza bisettimanale, fino al prossimo 15 dicembre. “Bubble Pop” è da intendere come esplosione di una bolla che - nell’espressione comune - indica l’ideale barriera che separa chi vive isolato dal resto della comunità. “Personalmente, ho cominciato a sentire l'insaziabile desiderio di scoppiare queste bolle attraverso la mia musica”, spiega Domiziana: "’Bubble Pop’ simboleggia realizzazioni e consapevolezze, e crea una colonna sonora eccentrica e variegata per quei momenti di chiarezza in cui mi sento un po' più vicina a un'esistenza autentica ed emancipata. Questo disco nasce dalla voglia di trasformare il nostro caos interiore in qualcosa di coerente e sensato; di evolversi al di là delle tensioni e liberarsene; di essere estremamente personale, ma al tempo stesso facilmente comprensibile”. “A 15 anni mi sono iscritta al Conservatorio e ho iniziato subito a pensare alla mia vita artistica”, racconta: “All’epoca era l’unica possibilità che avevo. Poi ho trovato questa università a Londra, e dopo l’esame di Stato - da un giorno all’altro - mi sono trasferita”. “‘Bubble Pop’ è una collaborazione a distanza tra me e il mio produttore Alessandro Spagnolo”, prosegue Domiziana: “E’ un disco che parla di realizzazioni e consapevolezze: credo sia il risultato finale di tutto questo tempo passato con me stessa. Perché penso di trarre ispirazione dalla mia vita di tutti i giorni e dal modo in cui reagisco a quello che mi capita nella quotidianità. Per quanto mi riguarda, c’è materiale per scrivere ovunque".