La diatriba, iniziata nel 2020, tra Sonos e Google sulla presunta violazione da parte di quest’ultima di cinque brevetti potrebbe essere arrivata alla fine. Lo scorso giugno, la giuria di San Francisco aveva stabilito un risarcimento del valore di $32,5 milioni da parte di Google nei confronti di Sonos, ma la sentenza è stata invalidata da William Alsup, giudice federale della California, che ha spiegato: "Sonos ha depositato la domanda provvisoria dei brevetti in causa nel 2006, ma non le ha rivendicate fino al 2019, anno in cui sono stati rilasciati e nel 2020 l'industria aveva già fatto passi avanti e messo in pratica l'invenzione rivendicata”. Sonos, quindi, avrebbe abusato del sistema di brevetti statunitense collegandoli impropriamente a una domanda del 2006, affermando di avere la precedenza sui dispositivi di Google. Il giudice Alsup ha sottolineano che l’azione intrapresa da Sonos è stata "un chiaro abuso del sistema di esame dei brevetti del PTO", concludendo: "È sbagliato che il nostro sistema brevettuale sia stato usato per punire un innovatore e per arricchire un pretendente con ritardi e giochi di prestigio. Questo non è stato il caso di un inventore che ha guidato l'industria verso qualcosa di nuovo, ma in cui l'industria ha portato qualcosa di nuovo e, solo in seguito, un inventore è uscito allo scoperto per affermare di aver avuto l'idea per primo, strappando da un'applicazione nuove rivendicazioni da leggere sui prodotti di un concorrente. Finalmente è stata fatta giustizia". Commentando la sentenza, Google ha spiegato tramite un post sul sito ufficiale: "Un giudice federale si è pronunciato con fermezza a favore dei nostri prodotti, respingendo due dei brevetti di Sonos, sulla base di precedenti sentenze che hanno invalidato le rivendicazioni di altri due brevetti...ll tribunale ha dichiarato che i brevetti di Sonos sono sia non validi - il che significa che non avrebbero mai dovuto essere concessi - sia inapplicabili, e che abbiamo sviluppato la tecnologia per primi e in modo indipendente". Google ha colto l’occasione per ribadire la sua richiesta di riforma del sistema brevettuale, spiegando: "Con riforme come queste, possiamo evitare costosi contenziosi che rallentano l'innovazione, aumentano i costi delle controversie, fanno perdere tempo e risorse ai tribunali e, soprattutto, danneggiano i consumatori". Sonos, però, non intende arrendersi e ha risposto che si appellarà alla decisione, dichiarando a Reuters che la sentenza è "sbagliata sia nei fatti che nella legge".