Arriva dalla Francia una delle azioni più concrete riguardo il complesso rapporto tra industria musicale e intelligenza artificiale generativa: la Société des auteurs, compositeurs et éditeurs de musique, la principale collecting operativa sul mercato d’oltralpe, ha annunciato che offrirà ai suoi soci la possibilità di esercitare un diritto di riserva - definito anche opt-out - sui repertori depositati nei processi di data mining messi in atto da soluzioni di AI. In sostanza, gli iscritti alla società di gestione potranno autorizzare la collecting a escludere le proprie opere dai repertori utilizzati dagli sviluppatori delle soluzioni digitali per “addestrare” le proprie creazioni: le aziende che vorranno sfruttare il catalogo tutelato da Sacem per istruire prodotti tecnologici legati all’AI dovranno richiedere alla società “un’autorizzazione preventiva, al fine di garantire un'equa remunerazione agli autori, compositori ed editori musicali che rappresenta”. “Gli strumenti di intelligenza artificiale possono assumere molte forme diverse, ma la maggior parte di essi si basa su set di addestramento costituiti da vari tipi di dati, comprese le opere protette”, spiega Sacem in una nota: “L’utilizzo di questi strumenti solleva una serie di interrogativi in termini di rispetto del diritto d’autore, in particolare quando dal data mining vengono creati training set che includono opere protette. Esercitando tale diritto di opt out, Sacem intende ripristinare i diritti esclusivi degli autori, subordinando le operazioni di data mining ad autorizzazione preventiva. I soggetti che utilizzano le opere di Sacem per alimentare le proprie banche dati formative e svolgono attività di data mining sulla base delle stesse dovranno richiedere la preventiva autorizzazione a Sacem e negoziare espressamente le condizioni di utilizzo”. La collecting ha spiegato a chiare lettere di non volersi opporre “allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, che offre enormi opportunità agli artisti quando la utilizzano come un nuovo strumento al servizio della propria arte. Utilizzando tale opt-out, l'obiettivo di Sacem è quello di stabilire un equilibrio sostenibile e virtuoso tra i diritti dei creator e degli editori che rappresenta e le ambizioni dei player nel campo dell'intelligenza artificiale”. “L'intelligenza artificiale è già presente nella vita quotidiana degli artisti e della nostra collecting, non solo come strumento per creare arte, ma anche al servizio dei nostri processi lavorativi”, ha chiarito la ceo di Sacem Cécile Rap-Veber: “Il nostro obiettivo non è vietare l’intelligenza artificiale, o rallentarne lo sviluppo, ma renderla più virtuosa e trasparente. Le opere dei nostri membri non devono essere utilizzate senza il loro consenso per arricchire e addestrare gli strumenti dell’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è ancora in evoluzione, e manterremo il nostro impegno e la nostra vigilanza – come abbiamo fatto in passato con gli sviluppi tecnologici che interessano il mondo della musica – riguardo all’impatto che potrebbe avere sugli artisti e sugli editori che rappresentiamo, e ai rischi e alle opportunità che può generare”.