Nel corso della giornata di ieri, 26 ottobre, è stato presentato l'annuale Rapporto Federculture con i dati relativi allo scorso anno, da cui emerge che il settore cultura ha fatto segnare dati migliori rispetto a quelli del biennio pandemico, seppur inferiori rispetto al 2019. Durante la presentazione, in corso al Palazzo delle Esposizioni, a Roma, il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, ha ripreso la dichiarazione del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano su un possibile intervento sul mondo del cinema che ha scatenato numerose reazioni. "Sono rimasto colpito perché si tratta di numeri", ha sottolineato Mazzi: "Non dobbiamo averne paura. Sul cinema abbiamo constatato che non può essere in discussione il fatto che viene prodotto un numero di film superiore agli altri Paesi. Il numero è esagerato: oltre 400 film che il mercato non ha possibilità di assorbire". Ha aggiunto: "Ti devi domandare perché vanno prodotti. Come mai con un tax credit di 800 milioni non si è riusciti a piazzare nella top ten nemmeno un titolo? Il primo è al tredicesimo posto. Per esempio, la musica ha un tax credit a 5 milioni e le prime dieci produzioni sono tutte italiane, con un market share all'83%. I numeri sono numeri, non hanno colore politico. Qualsiasi dibattito parte dall'analisi dei numeri". A seguito dell'intervento, Il ceo di FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana e chairman di SCF Enzo Mazza ha dato ragione a Gianmarco Mazzi affermando che "la musica è poco considerata". Come riportato dall'ANSA e diffuso con una nota stampa, la FIMI quindi "apprezza l'appello del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi che ha ricordato oggi come l'industria musicale, con un incentivo fiscale di soli 5 milioni all'anno, abbia investito e creato produzioni italiane che dominano le classifiche di vendita italiane. L'intero comparto cinematografico ed audiovisivo italiano, come ha ricordato correttamente il sottosegretario, ha ottenuto fondi complessivi per 746 milioni di euro". Il presidente di FIMI, Enzo Mazza, ha poi ricordato: "La quota del cinema italiano nel 2022, secondo dati Cinetel è stata del 19%, laddove, nell'industria musicale, la quota di produzioni italiane ha raggiunto l'83%".