Fondata nel 2019, Bonsai è nata come un sito web di networking professionale per realizzare videochiamate one-on-one. Ma, da circa un anno, i suoi co-fondatori hanno notato che artisti musicali e fans stavano iniziando a utilizzare il loro servizio per fare networking o facilitare incontri. Quindi l'azienda ha cambiato rotta offrendo ai fans la possibilità di porre domande agli artisti e ricevere brevi memo vocali in risposta. Bonsai trasforma poi questa risposta audio in un clip con arte generata da intelligenza artificiale, chiamata Bonsai, che viene pubblicata sugli account Instagram e YouTube dell'azienda come video di breve durata. Gli artisti possono ripubblicare gli snippet sui propri account social. Bonsai ha chiuso lo scorso settembre un round di finanziamento di estensione del seed da 2 milioni di dollari, portando il proprio finanziamento totale a 7 milioni di dollari. Tra gli investitori figurano Activate Venture Partners, Triple Point Capital e diversi “angel-investor”: Jonathan Rochelle, fondatore di Google Drive, Shalini Govil-Pai, general manager di Google TV, e Steve Lamar, co-fondatore di Beats by Dre. Quanto al modello di business, anche in questo caso pare alle viste un “pivot”. Come impostazione, Bonsai trattiene una commissione del 5% sulle transazioni, ma spetta agli artisti decidere se vogliono addebitare ai fans (da $5 a $200) o accettare richieste gratuite. Notando che la maggior parte degli artisti ha utilizzato il servizio come un modo per connettersi con i fans piuttosto che per arrotondare, la startup prevede di cambiare il proprio modello ed è attualmente è in trattative con le major discografiche e altre aziende del comparto media per lanciare partnership a pagamento. Il CEO Patrick Sullivan ha venduto due delle sue precedenti startup, entrambe focalizzate sui diritti d'autore, a Meta Platforms e Google, mentre l’altro co-fondatore Jake Rosenfeld era un investitore nel venture capital Correlation Ventures. L'azienda, che è composta da sei persone ed opera in modalità remota, agisce esclusivamente attraverso i social media e il suo sito web non consente nemmeno di cercare un artista. Rosenfeld ha spiegato che Bonsai ritiene di concentrarsi sulla crescita del proprio prodotto su app social e "intercettando artisti e fans dove trascorrono già il loro tempo, anziché portarli su un'altra piattaforma. È davvero difficile costruire una destinazione."