Oggi, mercoledì 13 marzo, il parlamento di Strasburgo ha approvato il testo finale dell’AI Act, la prima legislazione mondiale in materia di intelligenza artificiale fortemente sostenuta dall’industria creativa e dagli artisti europei. Grande soddisfazione per la trasformazione in legge del testo è stata espressa da FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana, e da ICMP - International Confederation of Music Publishers, associazione di categoria internazionale degli editori musicali. “Con la definizione di regole chiare sulla trasparenza delle fonti utilizzate per l’addestramento degli algoritmi e con l’obbligo di registri d’accesso per i titolari dei diritti, il regolamento europeo sull’AI si conferma un modello nel campo della tutela del diritto d’autore garantendo allo stesso tempo all’industria musicale e agli artisti di sfruttare questa innovazione tecnologica per nuove sfide creative”, ha fatto sapere FIMI per mezzo di una nota, alla quale il ceo Enzo Mazza ha aggiunto: “Un passaggio storico che mostra ancora una volta, dopo la Direttiva Copyright, come l’Europa sia all’avanguardia nel regolamentare l’innovazione evitando il far west. Ora l’Italia, che guida il G7 nel 2024, ha l’opportunità di spingere a un accordo globale. Ringraziamo intanto tutti i parlamentari italiani che hanno votato a favore con uno spirito bipartisan e in particolare il relatore Brando Benifei che ha seguito e negoziato questo fondamentale testo normativo”. “Questo passaggio è importante per tutti nel settore musicale, non solo in Europa ma in tutto il mondo", ha commentato il dg di ICMP John Phelan: "Sostenendo con forza l'AI Act, il parlamento europeo ha approvato un quadro legislativo vitale, con disposizioni dettagliate per affrontare molte pratiche illecite legate all’AI. Ai creativi sono stati dati strumenti per far valere i propri diritti. L’intelligenza artificiale è uno strumento fantastico, ciò che conta è come viene utilizzato. La nostra industria lo utilizza in molti modi, ad esempio per portare musica ai fan di tutto il mondo, per amministrare le licenze e fa parte da tempo del processo creativo. Tuttavia, anche diverse società tecnologiche abusano dell’intelligenza artificiale per impegnarsi in operazioni di scraping su larga scala senza accordi di licenza o limiti nell'operatività. Tali pratiche illecite nel perseguimento del profitto commerciale sono pervasive, danneggiano i diritti degli artisti e sono illegali. La legge UE sull’intelligenza artificiale obbliga le società di intelligenza artificiale a rispettare la legge sul diritto d’autore, e introduce una serie di vantaggi, tra cui requisiti di trasparenza, obblighi di tenuta di registrazioni dettagliate dei dati formativi e sanzioni in caso di violazione queste leggi. Queste disposizioni sulla trasparenza dei dati relativi alla formazione possono avere un effetto globale. Il nostro settore applaude i legislatori europei per aver inviato un segnale chiaro ed equilibrato sull’importanza del diritto d’autore. L’ICMP è ansioso di lavorare per supportare il nuovo Ufficio AI dell’UE, e continuerà a collaborare con i governi e le autorità di tutto il mondo per garantire che l’intelligenza artificiale rispetti sempre i diritti degli artisti”.