Spotify ha tenuto fede ai propri propositi di aumentare i prezzi degli abbonamenti ai propri servizi in Francia in seguito all’introduzione - da parte del governo di Parigi - della streaming tax, che impone ai DSP di versare nelle casse dello stato l’1,2% del proprio fatturato generato sul mercato nazionale. Il piano individuale è passato da 10,99 a 11,12 euro al mese: quello familiare è stato alzato da 17,99 a 18,21 euro al mese, quello per le coppie a 15,17 euro al mese e quello dedicato agli studenti a 6,06 euro al mese. “Con l’introduzione di questa nuova tassa, Spotify sarebbe tenuta a donare circa due terzi di ogni euro generato alla musica ai detentori dei diritti e al governo francese”, si era giustificata l’azienda lo scorso marzo, annunciando l’aumento delle tariffe: “Naturalmente, si tratta di una cifra enorme incompatibile con un business sostenibile. Come abbiamo affermato da tempo, semplicemente non possiamo far fronte a tasse aggiuntive. Anche dopo aver preso la difficile decisione di ridurre il budget per il marketing degli artisti e il sostegno ai festival musicali francesi, che è un veicolo essenziale per Spotify per continuare a portare centinaia di milioni di euro all’industria musicale, [il governo francese] continua a ostacolare la nostra capacità di operare nel paese”.