Dopo la causa indetta dal Mechanical Licensing Collective, arriva un nuovo problema legale per Spotify e, questa volta, al banco degli imputati è stato chiamato il suo dispositivo Car Thing, lanciato nel 2021, ma ormai fuori produzione e con cessazione del funzionamento entro il 9 dicembre 2024. La denuncia, presentata da un gruppo di acquirenti e depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, sostiene che Spotify “ha volutamente nascosto l'intenzione di interrompere il servizio al prodotto e/o la capacità di interrompere dall'esterno l'utilizzo dei prodotti” e che l'azienda ha impiegato “inganni, atti o pratiche ingannevoli, frodi, dichiarazioni errate o occultamenti” in relazione alla vendita del Car Thing. Nel luglio 2022 Paul Vogel, all’epoca Chief Financial Officer di Spotify, ha annunciato la cessione di produzione del dispositivo, spiegando: “In primo luogo, abbiamo verificato una serie di opzioni di prezzo e francamente non abbiamo riscontrato il volume di vendite a costi più elevati che renderebbe il prodotto attuale finanziariamente sostenibile. In secondo luogo, l'aumento dell'inflazione e dei costi dei componenti, unito all'allungamento dei tempi necessari per ordinare le parti, ha alterato in modo significativo il rischio di continuare a puntare su un ulteriore sviluppo del prodotto” Gli acquirenti “non avrebbero acquistato una Car Thing se avessero saputo che Spotify avrebbe smesso di supportare il prodotto entro pochi mesi o anni dall'acquisto”, affermano i querelanti nella denuncia e chiedono un risarcimento danni (non specificato).