David Israelite, capo dell'NMPA, ha mantenuto la promessa: la scorsa settimana aveva dichiarato che l'NMPA avrebbe incoraggiato i politici statunitensi a intervenire nella disputa che la oppone a Spotify per l’arcinota vicenda del bundle che riduce i pagamenti agli autori. E ora i deputati Adam Schiff e Ted Lieu e la senatrice Marsha Blackburn hanno effettivamente scritto in forma ufficiale all'Ufficio del Copyright sollevando “serie domande” sulla conformità delle recenti azioni di Spotify con lo spirito del Music Modernization Act. Spotify ha riclassificato il suo livello premium come un "bundle" includendo di default gli audiolibri nell’offerta e riducendo i pagamenti delle royalties meccaniche ma, secondo i tre politici, i fornitori di servizi digitali non dovrebbero manipolare le tariffe statutarie per ridurre le royalties, minando le protezioni per gli autori e gli editori. I tre richiedono ora all'Ufficio del Copyright di studiare di quali opzioni il Congresso dispone per rispondere alla situazione, ponendo due domande: se ci sono protezioni per prevenire abusi del sistema e come i detentori dei diritti possono ottenere sollievo se ciò accade. Ricordiamo che, collateralmente, l'NMPA ha anche presentato un reclamo alla FTC, denunciando le azioni di Spotify a 10 procuratori generali degli stati e incoraggiato organizzazioni di difesa dei consumatori a unirsi alle proteste.