Il governo finlandese guidato dal liberal-conservatore Petteri Orpo ha tagliato la “copia privata”, compenso stabilito dall’Unione Europea applicabile - come chiarisce la SIAE sul proprio sito ufficiale - “sui supporti vergini, dispositivi di registrazione e memorie digitali che permettono di effettuare copie ad uso privato di opere protette dal diritto d’autore”. Secondo associazioni come GESAC (rappresentanza europea di autori ed editori) e CISAC (Confederazione Internazionale delle Società di Autori ed Editori) il governo di Helsinki ha in programma di tagliare il fondo di compensazione annuo dagli attuali 11 milioni di euro a 5,5 milioni di euro, di fatto dimezzandolo. "Questa decisione, presa senza un'adeguata valutazione economica del suo impatto sui titolari dei diritti, avrebbe conseguenze dannose e distruttive per gli autori e l'intero ecosistema creativo in Finlandia", ha chiarito CISAC, in una nota: "Il compenso per la copia privata è obbligatorio ai sensi della Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 maggio 2001 sull'armonizzazione di alcuni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione [...] e della legge finlandese sul diritto d'autore come condizione per la libertà del cittadino di copiare opere per uso privato tramite un'eccezione per copia privata. La Finlandia ha quindi la responsabilità di organizzare e garantire questo equo compenso agli autori". "In Finlandia, un importo annuale di 5,5 milioni di euro da dividere tra autori, interpreti, produttori ed editori nei settori audiovisivo, musicale, testuale e delle arti visive non può essere considerato in alcun modo un compenso adeguato, sufficiente o equo per la copia privata", continuano le associazioni di collecting: "Oggi, circa 140 film e opere di media art vengono finanziati annualmente con il supporto di AVEK [Promotion Centre for Audiovisual Culture] e 200 eventi comunali vengono finanziati con sovvenzioni di MES [Foundation for Music Promotion]. Pertanto, troviamo sconcertante che il governo finlandese voglia rendere ancora più difficile la creazione di nuove opere e generare crescita nelle industrie creative".