La raccolta di diritti d'autore ed editoriali musicali a livello globale nel 2023 ha generato 11,7 miliardi di euro, in crescita del 7,6% su base annua: a rivelarlo è il nuovo report annuale di Cisac, la Confédération Internationale des Sociétés d'Auteurs et Compositeurs, che ha aggregato i dati comunicati dalle collecting di tutto il mondo riferiti all'anno passato. 4,5 miliardi di euro (+9,6% su base annua) sono stati raccolti grazie al consumo di repertori in ambito digitale; radio e TV hanno contribuito al bilancio finale per 3,3 miliardi di euro (in flessione dell’1% su base annua) mentre i proventi dalla pubblica esecuzione - concerti e musica diffusa - sono cresciuti del 12,2% su base annua attestandosi a quota 3,06 miliardi. La copia privata ha contribuito al totale per 278 milioni di euro (+2,1% su base annua), mentre dai formati fisici sono arrivati 380 milioni (-1,4% su base annua). La performance registrata nel 2023 è quella più alta mai fatta segnare dalle affiliate di Cisac: secondo gli analisti della confederazione la crescita è stata “guidata da una stabile e continua espansione delle entrate da digitale, alimentata dagli abbonamenti a pagamento, e da una forte ripresa della musica dal vivo e dello spettacolo pubblico dopo tre anni di interruzione a causa della pandemia”: complessivamente, le attività delle collecting “hanno ora completato il loro rimbalzo, arrivando nel 2023 a +29,9% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019”. Per quanto riguarda le aree geografiche, l’Europa occidentale, con una crescita del 7,9% e 6,6 miliardi di euro generati, ha contribuito al bilancio finale per il 50,9%, seguita da Canada e USA (3,1 miliardi, in crescita del +7,8%, per il 24,4% del totale): la regione asiatico / pacifica ha generato 1,8 miliardi, crescendo dello 0,8% per il 14,3% del totale. L’America Latina, con una crescita record del +29,2%, ha generato 791 milioni di euro (6% del totale), seguita da Europa dell’est (+10,8%, 497 milioni, 3,8% del totale) e Africa (+3,2%, 81 milioni, 0,6% del totale). Venendo ai mercati nazionali, l’Italia nel 2023 ha generato 500 milioni di euro, in crescita del 22,3%, attestandosi come sesto mercato mondiale per volume di raccolta (ma primo per tasso di crescita nella top ten dei mercati mondiali) dietro a USA (2,8 miliardi di euro, +8,1%), Francia (1,4 miliardi, +5,1%), Regno Unito (1,1 miliardi, +7,1%), Germania (1 miliardo, +8,6%) e Giappone (900 milioni, -3%). “Il nuovo report di CISAC certifica che in Italia tutto il comparto dell'intrattenimento sta vivendo un periodo di grande floridezza, così come il Rapporto annuale SIAE aveva già segnalato”, ha commentato il Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori Salvatore Nastasi: “Nell'ultimo anno la crescita della raccolta del diritto d'autore in diversi repertori ci pone tra i paesi leader in Europa e nel mondo, a testimonianza di come, in parallelo ai consumi culturali, siano migliorati i sistemi di controllo e raccolta. Questo è merito di una migliorata efficienza della nostra struttura e al tempo stesso di una accresciuta capacità di dialogare con il territorio ed i nostri stakeholder, grazie anche a procedure sempre più semplificate. La tutela della creatività italiana e dei nostri Autori ed Editori passa anche da questo". “Ci sono tante belle notizie in queste pagine”, ha commentato il presidente di Cisac Björn Ulvaeus: “La raccolta delle nostre società sta crescendo in modo sano, e le collecting sono al servizio dei membri in modo più efficiente, soprattutto nel mercato digitale. Il sistema di gestione collettiva globale, nonostante le numerose sfide che deve affrontare, sta dimostrando il proprio valore agli occhi degli artisti che rappresenta”. “Oggi siamo alle soglie di un enorme cambiamento”, ha proseguito Ulvaeus: “L’intelligenza artificiale sta sconvolgendo il nostro mondo e, sebbene lo stia già facendo, il suo impatto è ancora sconosciuto. I modelli di AI generativa stanno producendo contenuti che si basano, e talvolta rischiano di sostituire, le opere dei creator umani”. Senza contare i processi di training, vero terreno di battaglia tra aventi diritto e sviluppatori informatici: “Raramente c’è trasparenza in questo processi - osserva il presidente di Cisac - rendendo impossibile l'identificazione dei titolari dei diritti e il rispetto degli stessi”. “Sono un utente e un grande fan dell’intelligenza artificiale”, spiega tuttavia Ulvaeus: “Ho sempre creduto che si debba sempre e solo abbracciare una nuova tecnologia, e non cercare di fermarla, ma resta, solido come la roccia, un avvertimento: questa linea non deve mai essere adottata al prezzo di compromettere diritto d’autore e dell’’umanità’ di questo diritto. Credo che un ecosistema AI mal regolamentato potrebbe spazzare via molte carriere, magari quelle dei nuovi Paul McCartney o Taylor Swift. Il messaggio da mandare agli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale è chiaro: siate corretti. Collaborate con noi, in modo che tutti ne traggano vantaggio. Rispettate i creator, che stanno alimentando la rivoluzione AI. Siate trasparenti sui modelli di training. Negoziate le licenze dai titolari dei diritti. Condividete equamente il vasto potenziale dei ricavi generati dall’intelligenza artificiale con i creator. E adottate misure proattive per rispettare le leggi sul copyright e gli obblighi di trasparenza”. “Bisogna sfruttare l’intelligenza artificiale per farla funzionare a vantaggio dei creator, dei consumatori, della cultura e dell'economia”, conclude il presidente di Cisac: “E’ un accordo vantaggioso per tutti. E’ ora che le aziende tecnologiche, i creator e le istituzioni si riuniscano. Solo un nuovo livello di collaborazione, sostenuta da strumenti giuridici, sarà in grado di portare a un ambiente di intelligenza artificiale sicuro ed equo. La ricompensa per i nostri sforzi congiunti, se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi, sarà immensa”.