Nella conferenza stampa sanremese di stamattina si è tornato a parlare del futuro del Festival, toccando due dei nervi più scoperti dell'attuale gestione della kermesse: in primis la location dell'Ariston, secondo molti ormai inadatta ad accogliere un evento gigantesco. Interrogato sulle possibili alternative, il sindaco Mager ha però difeso strenuamente il teatro: "Per noi Festival e Ariston costituiscono un connubio indissolubile, l'intenzione è quella di proseguire qui" ha ribadito. "Poi, per carità, nella vita non si può escludere nulla, ma è iconico, un luogo simbolo, i turisti si fanno le foto tutto l'anno qui. Se ci sarà un accordo di diversi soggetti per realizzare un'altra struttura in centro a Sanremo ne parleremo, ma al momento le condizioni non ci sono". Più possibilista la Rai, stando invece a Marcello Ciannamea: "Anche per noi è un luogo iconico, ma siamo aperti a nuove soluzioni in futuro" ha detto. E sempre a proposito di collocazione, stavolta televisiva, Striscia la Notizia ha posto un'ulteriore domanda al sindaco Mager: conviene al Comune fare ricorso contro la sentenza del TAR, economicamente parlando, quando ci sarebbero realtà disposte a offrire di più per aggiudicarsi il Festival? La risposta anche in questo caso è stata altrettanto netta: "Abbiamo fatto ricorso perché per noi l'attuale connubio con la Rai funziona, nessuno può negare che abbia permesso al Festival di assurgere a livelli di attenzione nazionali e internazionali" ha spiegato Mager. "Finché quella sentenza è efficace, però, abbiamo necessità di aggiudicare i prossimi Festival con una procedura ad evidenza pubblica, e questo faremo".