Mai come in questi giorni il nome della app suona così onomatopeico: l’orologio ticchetta impacabile verso il 5 aprile, termine entro il quale - salvo proroghe mai da escludere, considerato l’approccio dell’attuale amministrazione statunitense - dovrà essere venduta a una società americana o verrà bandita negli U.S.A.. Avendo già scritto dei pretendenti ufficiali e presunti all’acquisto di TikTok. continuiamo a tenerne traccia: la proposta avanzata dal più recente tra loro suona anche come la più dirompente. Reid Rasner, un imprenditore del Wyoming, il mese scorso ha dichiarato di aver presentato un’offerta superiore ai 47 miliardi di dollari per l’attività di TikTok negli Stati Uniti. Rasner, CEO e fondatore della società di gestione patrimoniale Omnivest Financial, ha caratterizzato la sua proposta di acquisizione con la promessa di pagare mensilmente i creatori nel caso in cui la sua offerta venisse accettata: lunedì ha infatti dichiarato che l'iniziativa prevederebbe pagamenti agli utenti dell’app in base al valore che apportano alla piattaforma, con gli influencer più importanti che guadagnerebbero più degli altri utenti. TikTok rimarrebbe comunque ad accesso gratuito per tutti. Mentre i fondi per i pagamenti mensili agli utenti deriverebbero dalla condivisione dei profitti (al momento non è stato reso chiaro il meccanismo esatto di suddivisione dei ricavi), Rasner vorrebbe coinvolgere anche il pubblico della app nel suo progetto, proponendo ai singoli individui di investire per diventare "membri fondatori” - altrimenti battezzati come “FoundersTok”. Anche in questo caso, i fondi non verranno raccolti a meno che l’offerta non vinca. I livelli di partecipazione previsti vanno da 280 dollari all'anno fino a 6.000 dollari o 12.000 dollari annui per chi vuole ottenere lo status di "Founding Father". Anche Frank McCourt, miliardario promotore del progetto Project Liberty, aveva espresso il desiderio che i creatori possano possedere una parte della piattaforma, mentre Rasner Media ha ulteriormente rilanciato dichiarando che donerà il 5% delle azioni di TikTok per creare un Fondo Sovrano degli Stati Uniti. Infine, se Rasner ha affermato che non comprerebbe TikTok senza il suo potente algoritmo di raccomandazione, McCourt non è interessato ad acquistarlo. Sullo sfondo sussiste la contrarietà del governo cinese a qualsiasi accordo che implichi la cessione del controllo dell’algoritmo di ByteDance. In questo contesto, secondo quanto riportato da Bloomberg martedì, Oracle potrebbe acquisire una piccola partecipazione nella nuova entità americana, lasciando però l’algoritmo in mano cinese.