La giudice Jeannette Vargas del tribunale di New York ha accolto l’istanza presentata dai legali di Universal Music Group rigettando tutte le accuse presentate da Drake contro la stessa etichetta per “Not Like Us”, brano di Kendrick Lamar che la star originaria di Toronto aveva denunciato come gravemente diffamatorio - alla luce, soprattutto, di un passaggio del testo contenente accuse di pedofilia, nemmeno troppo velate, nei suoi confronti: secondo la corte il brano di Lamar - divenuto una hit globale, eseguita all’halftime show dell’ultimo Super Bowl e premiata con un Grammy Awards come “canzone dell’anno” - pur avendo dato origine a una “delle battaglie rap più famigerate di sempre” è da considerare un’opinione, e non un tentativo di diffamazione. "Sebbene l'accusa che [Drake] sia un pedofilo sia certamente seria, il contesto più ampio di una battaglia rap accesa, con un linguaggio incendiario e accuse offensive lanciate da entrambi i partecipanti, non indurrebbe l'ascoltatore ragionevole a credere che 'Not Like Us ' trasmetta fatti verificabili [sullo stesso Drake]", scrive Vargas nella sentenza. La querela di Drake in realtà non nominava Lamar, ma Universal Music, accusata di aver promosso la canzone per alimentare il dissing che avrebbe danneggiato dal punto di vista finanziario la voce di “God's Plan”, che aveva presentato una richiesta di risarcimento superiore al miliardo di dollari. "Fin dall'inizio, questa causa è stata un affronto a tutti gli artisti e alla loro espressione creativa e non avrebbe mai dovuto vedere la luce", ha dichiarato un rappresentante di della major: "Siamo lieti dell'archiviazione da parte del tribunale e non vediamo l'ora di continuare il nostro lavoro per promuovere con successo la musica di Drake e investire nella sua carriera". Universal Music Group è la società madre sia di Republic Records (etichetta di Drake) che di Interscope Records (label che ha, nel proprio roster, Kendrick Lamar). Lo staff di Drake ha dichiarato che presto sarà presentanto un ricorso contro la sentenza. "Non vediamo l'ora che la Corte d'Appello lo esamini", ha fatto sapere - riferisce la BBC - un portavoce dell'artista.