Il Digital Omnibus Package della Commissione sull’AI ACT - il pacchetto di modifiche all’AI Act presentato per semplificare l’attuazione del testo sull’intelligenza artificiale - “non impatta su copyright e obblighi di trasparenza”: lo spiega FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - in una nota diffusa oggi, giovedì 20 novembre. “Come annunciato dal relatore dell’AI Act, Brando Benifei, durante il panel di FIMI e IFPI alla Milano Music Week, il Digital Omnibus Package della Commissione EU non ha impattato sulle norme relative al copyright presenti nel regolamento comunitario”, precisa la federazione che rappresenta le principali realtà discografiche italiane: “Come anticipato, la principale attenzione delle modifiche riguarda gli obblighi relativi ai sistemi di IA ad alto rischio. La Commissione propone di introdurre un ‘periodo di grazia di 6 mesi’ per i fornitori affinché si conformino agli obblighi di etichettatura dei contenuti e watermarking previsti dall’articolo 50, che si ritiene diventino applicabili dal 2 agosto 2026. La proposta consentirebbe ai sistemi di IA già presenti sul mercato al 2 agosto 2026 di essere resi conformi entro il 2 febbraio 2027. Non sono state proposte modifiche sostanziali riguardo agli obblighi relativi ai GPAI (conformità al copyright e trasparenza) previsti dall’articolo 53 dell’AI Act”. “Per FIMI si tratta di una buona notizia”, conclude la Federazione, il cui CEO Enzo Mazza ha dichiarato: “Ora si tratta di presidiare il passaggio parlamentare nei prossimi mesi per evitare assalti da parte delle tech sulla parte copyright, ma allo stato abbiamo conservato le principali disposizioni che avevamo ottenuto con l’AI Act e che restano pienamente attuabili”.