Il mercato tedesco della musica registrata - il primo, per fatturato, dell'Unione Europea - ha rallentato nel 2025, secondo l’ultimo report annuale di Bundesverband Musikindustrie, l'associazione che rappresenta l'industria discografica nazionale: le vendite complessive hanno raggiunto i 2,42 miliardi di euro, pari a +2,3% su base annua. Questo dato segna il tasso di crescita nazionale più basso registrato nel Paese ultimi anni: lo scorso anno l'incremento del volume d'affari del mercato locale si era assestato a quota +7,8. La spinta arriva ancora dallo streaming, che porta il digitale a registrare ricavi per 2,08 miliardi di euro (+3,8% su base annua): l’ascolto on-demand vale l’84,4% dei ricavi, mentre i download permanenti l’1,4%. Nel report viene anche ricordato che Spotify ha applicato in Germania aumenti di prezzo a doppia cifra lo scorso agosto. Sul fisico, invece, la crescita del vinile (+2,8%) non compensa la flessione dei CD (-11,3%): con i CD ancora al 56% del fatturato fisico, il segmento chiude a 345 milioni di euro (-5,9% su base annua). BVMI segnala che il fisico è in calo ogni anno almeno dal 2016 (con la sola eccezione di un incremento di 1 milione di euro tra 2022 e 2023) e che il 2025 equivale a una contrazione del 65% rispetto al 2016. Nel dettaglio delle altre linee di ricavo, la sincronizzazione vale 12 milioni di euro (+7,2%), mentre i diritti connessi sono indicati a 245 milioni di euro (-5,1%, calo dovuto a un pagamento una tantum nel 2024 dalla copia privata). Commentando il quadro, il presidente del board BVMI Florian Drücke ha parlato di “una fase molto impegnativa” e avverte che, con la crescente diffusione dell’AI, l’associazione guarda all’espansione del licensing digitale “basata su un forte diritto d’autore che non deve essere annacquato”. Nel contesto internazionale, BVMI osserva che il rallentamento non riguarda solo la Germania: anche negli USA la RIAA ha indicato una crescita dei ricavi inferiore all’1% nel primo semestre 2025 (dato, tra l'altro, molto simile a quello riferito - nello stesso periodo - al mercato tedesco, cresciuto appena dell'1,4%).