In una lettera aperta indirizzata agli azionisti pubblicata sul sito ufficiale dell'azienda, il CEO di Warner Music Group Robert Kyncl ha descritto l’intelligenza artificiale come “il prossimo motore di crescita” per la musica, non come la sua “rovina”. Secondo Kyncl, l’adozione di tecnologie AI può aprire nuove strade per creatività, distribuzione e coinvolgimento dei fan, e va quindi letta come un abilitatore di innovazione più che come un fattore di disruption da temere. “Con Deezer che segnala che ogni giorno vengono caricate sulla sua piattaforma oltre 60.000 tracce create tramite intelligenza artificiale e sette milioni di tracce generate al giorno solo su Suno, questa abbondanza (di brani generati dall’AI, ndr) ha suscitato comprensibili preoccupazioni riguardo all'eccesso di offerta, alla diluizione e al valore a lungo termine della musica registrata”, scrive Kyncl: “Vediamo le stesse cose, ma giungiamo a conclusioni diverse. All'inizio del file sharing online, l'industria musicale fu lenta ad affrontare la transizione dal formato fisico a quello digitale, rischiando di essere paralizzata. Ma il valore della musica è rimasto invariato e i multipli di scambio per gli asset musicali hanno raggiunto i massimi storici, raddoppiando nell'ultimo decennio. Abbiamo imparato importanti lezioni dai precedenti cambiamenti tecnologici, guidati dalla domanda di innovazione dei consumatori. Oggi, abbiamo assunto un ruolo di leadership nel definire il modo in cui l'intelligenza artificiale verrà introdotta nel mondo della musica, consentendoci di definire le regole di interazione relative all'impatto di questa tecnologia trasformativa sull'industria musicale”. “Per affrontare le preoccupazioni direttamente: l'intelligenza artificiale non sostituisce l'arte umana”, chiarisce Kyncl: “Amplifica l'importanza degli artisti come icone culturali familiari e amate in un ambiente rumoroso e stridente. Il pubblico non crea connessioni emotive su larga scala: i fan sviluppano connessioni con i singoli artisti attraverso l'identità, la narrazione e l'autenticità. Queste qualità rimangono umane e rimangono al centro dell'umanità... e del nostro business. In un mondo di suoni pressoché infinito, ciò che diventa scarso è la fiducia: artisti affidabili, marchi affidabili, diritti affidabili e mercati affidabili in cui creatori, piattaforme e fan possono interagire con fiducia”. La linea di Kyncl, quindi, si articola in quattro punti principali: creare nuovi framework di monetizzazione nei quali “l'intelligenza artificiale diventi un livello aggiuntivo e regolarmente licenziato”, evitando allo stesso tempo gli effetti diluitivi dell’”AI slop”; “abilitare strumenti creativi che consentano ai fan di interagire con gli artisti in modi nuovi e divertenti”; “alzare gli standard per le piattaforme, garantendo che provenienza, trasparenza e responsabilità distinguano l'arte affidabile dal rumore di fondo”. “Stiamo sfruttando attivamente l'AI per vincere e, man mano che la nostra forza, la nostra resilienza e le nostre performance di base tornano alla ribalta, e visti i passi che abbiamo intrapreso per posizionarci favorevolmente in un mondo dell'IA in rapida evoluzione, sono fiducioso che tutto il nostro lavoro visionario sarà pienamente riconosciuto”, conclude Kyncl: “Ci siamo trasformati come settore e come azienda. Ora siamo pronti a rivoluzionare il nostro superpotere – la musica – e a portarne il valore a nuovi livelli per i nostri artisti, autori e azionisti. Ciò che ho imparato più e più volte è che le grandi vittorie si determinano trasformando una convinzione incrollabile, basata su intuizioni e competenze proprietarie, in un'esecuzione precisa contro l'ultimo e più difficile 10% dell'opportunità. E’ così che prevalgono le teorie anticonformiste, è così che si crea un valore significativo, ed è esattamente ciò che stiamo facendo in Warner Music Group”.