<p style="text-align:left"><span><span><span><span><u><a href="https://musicbiz.rockol.it/news-757314/primary-wave-offerta-acquisizione-kobalt-amra">Come noto</a></u>, Primary Wave è in trattative avanzate per una possibile acquisizione di Kobalt Music Group: secondo informazioni recenti, infatti, la società guidata da Larry Mestel sarebbe l’unico potenziale compratore rimasto in trattativa per definire un prezzo con l’azionista di maggioranza di Kobalt, la società di private equity Francisco Partners (FP). </span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Se l’operazione andasse a buon fine, ne nascerebbe una potenza musicale indipendente con oltre 7 miliardi di dollari di asset consolidati.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>In particolare, Primary Wave è valutata intorno ai 6 miliardi di dollari. Il suo portafoglio include partecipazioni nei cataloghi di James Brown, Notorious B.I.G., Olivia Newton-John, Prince, Whitney Houston, Luther Vandross, Burt Bacharach, Bob Marley, Britney Spears, Boyz II Men, Jackson Browne, Stevie Nicks, John Mellencamp, The Cars, Alice Cooper.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Kobalt, il più grande editore musicale indipendente al mondo, dal canto suo amministra oltre 1 milione di brani attraverso 10 uffici globali e rappresenta autori come Paul McCartney, Foo Fighters, Roddy Ricch, Max Martin, Karol G, Andrew Watt, The Lumineers, Phoebe Bridgers</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>La combinazione tra le due realtà porterebbe alla nascita di un gruppo indipendente da oltre 7 miliardi di dollari di asset.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>FP aveva acquisito una quota di maggioranza del 90% di Kobalt solo nel settembre 2022, in un’operazione che valutava la società circa 750 milioni di dollari: una <em>exit</em> in questa fase sarebbe relativamente anticipata rispetto al tipico orizzonte temporale del private equity, che prevede generalmente la detenzione di un asset per 5–7 anni prima di vendere. Ma gli incentivi a procedere ci sono, se è vero che Primary Wave potrebbe valutare Kobalt oltre 1,5 miliardi di dollari, raddoppiandone la valutazione in meno di quattro anni anche grazie all’inclusione nel perimetro di Tactical Value, veicolo di acquisizione di diritti lanciato da Kobalt nel 2023 in partnership con Morgan Stanley: ha in pancia oltre 700 milioni di dollari da investire in diritti musicali.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>A sua volta Primary Wave dispone di risorse finanziarie significative proprio perché rafforzate nel 2022 da una partnership da 2 miliardi di dollari con Brookfield Asset Management: di qui, la possibile disponibilità a pagare un premio per concludere l’acquisizione.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Goldman Sachs, che aveva assistito Kobalt nell’operazione con Francisco Partners nel 2022, starebbe ora fornendo consulenza anche nella possibile transazione con Primary Wave.</span></span></span></span></p> <h3 style="text-align: left;"><span><span><span><span>Struttura azionaria e precedenti operazioni</span></span></span></span></h3> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Oltre a Francisco Partners che detiene attualmente il 90% di Kobalt, tra gli altri azionisti figurano il fondatore Willard Ahdritz, Dundee Partners e Matt Pincus, che nel 2017 aveva venduto SONGS Music Publishing a Kobalt. I diritti SONGS erano poi confluiti nel Fondo II di Kobalt Capital, venduto a Chord Music Partners per 1,1 miliardi di dollari nel 2021.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Nel 2021 Sony Music aveva acquisito AWAL e Kobalt Neighbouring Rights per 430 milioni di dollari, portando il valore complessivo di uscita del gruppo Kobalt a circa 1,2 miliardi di dollari.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Prima dell’acquisizione da parte di Francisco Partners, Kobalt aveva ceduto porzioni rilevanti del proprio catalogo, tra cui un portafoglio da 322,9 milioni di dollari venduto a Hipgnosis Songs Fund nel 2020. Sotto la nuova proprietà, Kobalt ha ripreso ad acquisire diritti attraverso la joint venture con Morgan Stanley, focalizzandosi principalmente su cataloghi editoriali e su alcuni diritti master.</span></span></span></span></p> <h3 style="text-align: left;"><span><span><span><span>Il razionale strategico per Primary Wave</span></span></span></span></h3> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Un’acquisizione di Kobalt colmerebbe una lacuna storica nel modello di Primary Wave: l’assenza di una propria infrastruttura di amministrazione editoriale.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Finora Primary Wave ha fatto affidamento su amministratori terzi per la raccolta delle royalty e, in alcuni casi, ha assegnato asset a Universal Music Publishing Group quando i precedenti contratti di amministrazione sono scaduti e gli autori hanno acconsentito.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Acquisendo Kobalt, Primary Wave otterrebbe:</span></span></span></span></p> <ul> <li><span>una piattaforma globale di amministrazione editoriale;</span></li> <li><span>AMRA, l’organizzazione digitale di raccolta royalty che incassa direttamente dalle piattaforme di streaming, evitando il passaggio attraverso società di collecting locali e sub-editori;</span></li> <li><span>KOSIGN, servizio di amministrazione editoriale per artisti e songwriter indipendenti, in un segmento in forte crescita dove competono anche Songtrust e Word Collections.</span></li> </ul> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Il modello AMRA, basato sulla raccolta diretta dalle piattaforme digitali, potrebbe migliorare significativamente i margini del catalogo Primary Wave.</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Inoltre, l’operazione darebbe esposizione agli asset acquisiti da Kobalt dal 2022 in poi attraverso la joint venture con Morgan Stanley, rafforzando ulteriormente la massa critica del nuovo gruppo.</span></span></span></span></p> <h3 style="text-align: left;"><span><span><span><span>I numeri di Kobalt</span></span></span></span></h3> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>L’aggregazione dei numeri pubblicati da media americani e britannici nei giorni scorsi e riferiti all’esercizio chiuso il 30 giugno 2024 scatta questa fotografia di Kobalt:</span></span></span></span></p> <ul> <li><span>Ricavi: 794,4 milioni di dollari (contro 522 milioni l’anno precedente)</span></li> <li><span>Profitto lordo: 141,5 milioni (contro 93,1 milioni)</span></li> <li><span>EBITDA: circa 100 milioni di dollari, rettificato a 75,3 milioni (contro 47,4 milioni)</span></li> <li><span>Risultato d’esecizio: perdita di 30,24 milioni di dollari, principalmente a causa del quasi raddoppio delle spese amministrative (119 milioni contro 64,4 milioni) e dell’aumento dei costi finanziari (48 milioni contro 27,2 milioni). </span></li> </ul> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Mancano poche settimane alla scadenza per il deposito del bilancio relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2025, da effettuare entro il 31 marzo 2026.</span></span></span></span></p>