Il Media Intelligence Service della European Broadcasting Union ha pubblicato un nuovo report, dal titolo PSM Value 360, volto a quantificare l'impatto che il servizio pubblico ha nelle varie aree di suo interesse primario. Tra queste, naturalmente, c'è la cultura, l'intrattenimento e la musica: i dati che ne emergono (raccolti fino a dicembre 2025) risultano particolarmente interessanti. Secondo quanto emerge dall'analisi della federazione delle radiotelevisioni di servizio pubblico, investire nei prodotti musicali è sempre una buona idea, sia per le emittenti stesse che per chi la musica la crea e la produce. Ogni euro investito dal servizio pubblico, infatti, genera a cascata dai 2,5 ai 3 euro nell'economia reale. E nello specifico, in ambito musicale sono stati investiti 3,1 miliardi di euro, creando più di 50.000 posti di lavoro correlati. Non solo: per ogni posto di lavoro creato all'interno del servizio pubblico se ne generano dai 2 ai 10 in tutto l'indotto. Si tratta di un notevole circolo virtuoso, insomma. I contenuti di intrattenimento musicale dominano anche lo share: occupano infatti il terzo gradino del podio nei programmi di maggior successo delle tv pubbliche, subito dopo la fiction e i contenuti giornalistici. Con grande attenzione al valore intrinseco: il 61% dei prodotti culturali europei è prodotto proprio dalle reti dell'EBU, con particolare riferimento agli artisti emergenti o alle nicchie. Anche dal punto di vista radiofonico, infine, l'impatto del servizio pubblico risulta essere notevole: rispetto alle emittenti private concorrenti, tanto per fare un esempio, la sola BBC trasmette una varietà di tracce 5,7 volte superiore in termini di generi e artisti. In generale, in tutta Europa il 51% del tempo di trasmissione delle radio pubbliche è votato alla musica.