La BBC ha pubblicato la propria risposta formale alla consultazione del governo britannico sul futuro finanziamento e sulla prossima Royal Charter (la concessione con la quale la Casa Reale riconosce ruolo, funzioni e prerogative dell'ente), che scade alla fine del prossimo anno. Nel documento di 118 pagine diffuso in questi giorni l’emittente riconosce che “il modello attuale non può mantenere la missione di servizio pubblico della BBC per il futuro”: pur se “il 94% delle persone usa la BBC ogni mese”, “meno dell’80% delle famiglie contribuisce”, e per questo serve una “riforma”. Tuttavia, la BBC respinge le ipotesi di sostituire il canone con abbonamenti o pubblicità: “Una BBC in abbonamento significherebbe una BBC molto diversa”, mentre “una BBC finanziata dalla pubblicità sarebbe anch’essa una BBC diversa”, anche per l’impatto che avrebbe sui ricavi pubblicitari degli operatori commerciali, inclusi broadcaster come ITV e Channel 4. L’emittente sembra invece preferire un’evoluzione del canone, ipotizzando anche un’estensione dell’obbligo a chi usa solo servizi di streaming diversi da iPlayer; sul fronte musicale, eventuali riduzioni nette di budget avrebbero ricadute su commissioning, licenze e spazi di programmazione, in un contesto in cui i tagli recenti (citati anche attorno agli show locali di BBC Introducing) sono già stati oggetto di attenzione nella community. In parallelo, in Scozia la Scottish Music Industry Association ha diffuso una lettera aperta riguardo le modifiche apportate nel 2025 alla programmazione musicale notturna di BBC Radio Scotland: confrontando le prime due settimane del 2026 con lo stesso periodo del 2025, l’associazione riporta una riduzione del 69% nei passaggi di nuova musica, del 67% nella nuova musica indipendente scozzese e del 26% nella musica scozzese complessiva, con un “marcato spostamento verso musica di catalogo a scapito delle uscite contemporanee”. Secondo SMIA, questi spazi hanno “storicamente fornito un percorso di sviluppo critico per gli artisti”, e per questo chiede a BBC Radio Scotland di “intraprendere una consultazione significativa con il settore musicale e il pubblico scozzesi” e di chiarire le logiche di commissioning, pubblicando una strategia su come intende adempiere agli obblighi di servizio pubblico per discovery e sviluppo della musica scozzese.