E’ stata presentata oggi, giovedì 12 marzo, a Milano, “Suoni dal futuro - Una nuova generazione”, iniziativa promossa da Manuel Agnelli con il collettivo di Germi e SIAE dedicata alla nuova scena musicale italiana. Il progetto - che “nasce con un obiettivo chiaro: sostenere una nuova generazione di autori, autrici, musicisti e musiciste, attraverso un percorso concreto fatto di palco, formazione e crescita professionale” - si sviluppa su due direttrici complementari. Da un lato lo spazio Germi, a Milano, diventerà un laboratorio permanente di scouting e formazione, con 5 serate al mese per 10 mesi l'anno e circa 100 band che si esibiranno “in una programmazione continuativa che punta su originalità, qualità compositiva e identità artistica”. Dall’altro la rassegna itinerante Suoni Dal Futuro Live Tour porterà ogni anno 12 progetti musicali selezionati nei club di otto città italiane - Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino - con 96 concerti complessivi distribuiti in due tranche distinte tra primavera e autunno. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito, “per favorire l’incontro diretto tra artisti e pubblico nei luoghi simbolo della musica dal vivo”. La prima sessione del tour 2026 vedrà protagonisti Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz. Il tour partirà il 10 aprile da Germi, a Milano, e toccherà lo Spazioporto di Taranto, l’Urbica di Pesaro, I Candelai di Palermo, l’Auditorium Novecento di Napoli, il Wishlist Club di Roma e Il Covo di Bologna, per concludersi allo Spazio 211 di Torino il 30 maggio. Il progetto nasce dalla precedente esperienza di Carne Fresca, la rassegna lanciata nel 2024 Germi che ha dato spazio a numerosi artisti tra i 15 e i 30 anni selezionati tra migliaia di candidature arrivate da tutta Italia: nell’intenzione degli organizzatori Suoni Dal Futuro vuole compiere un passo ulteriore, ovvero “trasformare quell’esperienza in un progetto nazionale strutturato, capace di mettere in rete club, artisti e pubblico e di offrire alla nuova musica italiana luoghi reali in cui crescere, incontrarsi e farsi ascoltare”. “La musica vive davvero quando nasce libera, autentica e condivisa”, ha commentato Salvatore Nastasi (nella foto, a sinistra), Presidente di SIAE: “Suoni dal Futuro è molto più di un live tour: è un ecosistema che mette al centro i giovani autori e autrici, la loro libertà creativa e il valore delle opere originali. Per SIAE è naturale essere al fianco di Manuel Agnelli [nella foto, a destra, ndr] e del collettivo di Germi in un progetto che accende i riflettori su una nuova generazione di artisti. Crediamo infatti che il futuro si disegni dall’incontro tra talento, formazione e palchi, come quelli dei club che da sempre sono luoghi di scoperta e confronto. Con Suoni dal Futuro confermiamo il nostro impegno verso una scena viva e curiosa, pronta a esprimersi: sostenerla e tutelarla significa costruire oggi le basi della creatività di domani”. “Quando mia figlia ha cominciato a suonare in una band sono andato a vederla più volte nei posti più incredibili”, ha spiegato Agnelli: “Lei mi aveva parlato di una nuova scena ma io pensavo di trovare dei ragazzini invasati che si dimenavano senza senso e senza contenuti, con la disperazione e la confusione che caratterizza la loro età. Invece ho trovato una miniera di talento. Questi ragazzi suonano veramente bene, strumenti veri, cantano senza autotune e, soprattutto, scrivono le loro canzoni. Scrivono dei loro problemi e delle loro insicurezze, non per sentirsi cool o più fighi degli altri ma per sentirsi meglio con loro stessi, per cercare di convivere con il proprio malessere, per avere un linguaggio che li aiuti a raccontarsi con sincerità e li faccia sentire parte della gente e del mondo, senza doversi adattare alle pressioni che in questi ultimi anni vogliono tutti fighissimi, bellissimi ed infallibili. Dopo anni di io, io, io, finalmente questi ragazzi ci stanno riconducendo ad un senso di comunità e di condivisione che sembrava sparito. Non suonano per avere successo, per la fama, non vogliono medaglioni d’oro, la Porsche e le vacanze a Dubai. Vogliono solo sentirsi meno soli, meno alienati e trovare dei complici che, come loro, non capiscono questo mondo e rifiutano di accettare questa realtà. E poi, più di tutto, c’è tanta musica e tantissimo talento. Noi stiamo cercando di aiutarli a crescere in libertà, senza bruciare le tappe, permettendogli di sbagliare, di confrontarsi, di ricominciare, ma, soprattutto, di vivere il percorso, non solo il risultato. La cosa più bella che ci stanno dimostrando è che non dobbiamo dipendere dal satana dei numeri. Possiamo esistere anche in un altro modo. Questa generazione succederà. Comunque. Perché è la prima che starà peggio dei propri genitori e perché ha la necessità di trovare un’identità che sia sincera, dopo anni di pantomima. Hanno una forza straordinaria, suonano dovunque e comunque perché è questa la loro ragione di vita. Sono una grande occasione per tutti noi. Ce la stanno mostrando e ce la stanno regalando. Noi non vogliamo perderla”. “Sono orgoglioso di partire da Milano, innanzitutto perché la SIAE è nata proprio qui", spiega Nastasi riguardo "l'itinerario" di "Suoni dal futuro": "Se dopo 144 siamo qui, vuol dire qualcosa: Milano è il cuore pulsante della musica in Italia”. “Conosco Manuel da anni, avevamo parlato molto di questo progetto”, ha proseguito il Presidente di SIAE: “Abbiamo discusso per anni di un modello fatto di numeri e algoritmi, poi - dopo il Covid, e a confermarlo sono stati i dati in nostro possesso - le persone hanno avuto bisogno di sentire gli artisti dal vivo, a dimostrazione che il rapporto fisico con la musica, da parte del pubblico, sia ancora fortissimo”. Ripartire dai club, in questo senso, ha un valore speciale. “Parlando di live, qual è il senso? O fai San Siro o sei morto?”, osserva Nastasi: “No, c’è un mondo di mezzo: e lì c’è SIAE. Il ruolo dei club è fondamentale: parliamo dei social e dei telefonini, ma dare ai ragazzi scelte diverse sarà la scelta vincente”. L’orizzonte temporale del progetto, chiarisce Nastasi, è una parte essenziale della visione che sta dietro a “Suoni dal futuro”: “Ci vuole tempo, per ottenere risultati. Ho lavorato tanti anni al Ministero della Cultura, e ho sempre lottato perché i progetti avessero un orizzonte triennale”. “Ci sono stati luoghi fondamentali, per la mia generazione, come i centri sociali, o il circuito di club che si è sviluppato tra gli anni Ottanta e Novanta”, ribadisce Agnelli a proposito dell’importanza dei locali come tessuto essenziale per la sopravvivenza e la crescita di scene musicali: “Band come gli Afterhours - o i La Crus, i Marlene Kuntz e tanti altri - facevano migliaia di spettatori senza mai finire sui giornali o in radio. Riuscivamo a vivere di musica, insomma. Questo tipo di possibilità deve tornare a esistere, per i ragazzi che oggi scelgono la musica. Devono imparare a fare questo mestiere, che in Italia non viene riconosciuto, senza pressioni: quello del musicista è un mestiere molto duro. C’è molto talento in giro, e vediamo molto entusiasmo intorno a questo talento: noi, con questa iniziativa, stiamo buttando un cerino, sperando che si incendi tutto il resto”. “Sono molto orgoglioso che questa iniziativa parta da qui", ha aggiunto Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano: "Le istituzioni non hanno fatto quello che oggi sta iniziando ad accadere grazie a un progetto come questo, in materia di live club: questa città ha perso molti club. Troppo poco spesso si riconosce ai locali il merito che hanno: tutti i grandi talenti partono dai live club. Vorrei restituire questo merito alla SIAE, nell’aver creduto in un progetto così coraggioso che mancava: spesso, dove non riescono ad arrivare le istituzioni, ne arrivano altre, come è successo in questo caso”. “SIAE è la quinta collecting al mondo, e siamo stati investiti dalla vicenda dell’AI”, osserva Nastasi riguardo il tema dell’intelligenza artificiale, “entrato” anche nel dibattito relativo al futuro dell’industria musicale: “Rappresentiamo il 99% degli autori italiani, e - in questi anni - abbiamo sentito la responsabilità di rappresentarli. Siamo arrivati a questa conclusione: non siamo contro l’AI, ma la vogliamo domare per utilizzarla ai nostri scopi. Vogliamo che l’AI resti al servizio dell’ingegno umano. Qualche anno fa si diceva che con l’AI nessuno sarebbe più andato al cinema, ma è la qualità e l’intelligenza del prodotto a fare la differenza: basta guardare gli incassi dei titoli in sala nell’ultimo periodo. La gente, al cinema, a vedere i bei film ci va. Ecco perché, traslando il discorso alla musica, sostenere il percorso di crescita delle nuove generazioni è fondamentale, per tutelare l’ingegno umano”. “Ci siamo messi a disposizione di un progetto bellissimo”, ha dichiarato Marco Gallorini, co-fondatore di Woodworm che con la sua etichetta ha pubblicato (con distribuzione Universal Music Italia) la compilation legata a “Carne fresca”: “Ho passato a Germi delle serate bellissime, che mi hanno fatto tornare a emozionarmi con la musica. Per questa iniziativa, abbiamo messo in tasca il nostro ego: spero che arrivino nuove etichette e nuovi protagonisti, perché credo sia la cosa più giusta. Una cosa trovo importante: non diamo per scontato che la SIAE abbia questa visione e faccia questo tipo di investimento: in questo momento chi porta avanti la Società Italiana degli Autori ed Editori crede davvero in questa iniziativa. Serate come queste mi fanno ben sperare, non tanto per noi, ma per i ragazzi [che prenderanno parte a ‘Suoni dal futuro’]. Questo progetto è la cosa giusta da fare in questo momento: è un’iniziativa importante, che va coltivata”.