Nel 2025 il mercato statunitense della musica registrata - di gran lunga il primo, a livello globale, per volume d’affari - ha registrato ricavi per 11,54 miliardi di dollari, in crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente: a rivelarlo è la Recording Industry Association of America, sigla che rappresenta la discografia USA. Secondo la RIAA il dato riferito come totale delle entrate è “il più alto annuale” - almeno nominalmente, senza calcolare gli adeguamenti all’inflazione sui dati riferiti agli anni passati - mai registrato. Il dato segna un netto miglioramento rispetto a quanto anticipato dal report dell’associazione riguardo il primo semestre dello scorso anno, durante il quale il settore era stato costretto a misurare in decimali la propria crescita. Il segmento dello streaming è cresciuto complessivamente del 3,1%, in perfetta media rispetto agli altri comparti, contribuendo al bilancio finale per 9,474 miliardi di dollari: a fare segnare la prestazione migliore sono stati gli abbonamenti Premium, cresciuti del 6,8% su base annua a quota 5,88 miliardi di dollari. In contrazione si sono rivelati gli abbonamenti a pagamento non Premium (servizi nei quali la musica non sia l’elemento centrale, o che faccia parte di un’offerta più ampia, in discesa a -4,5%, a 495,2 milioni di dollari) e free (in flessione dello 0,6%, a quota 1,789 miliardi di dollari). Con il settore del download saldamente inchiodato al trend discendente ormai consolidato da diversi anni a questa parte - per il 2025 a -0,8%, a quota 272,8 milioni di dollari), a fare segnare la prestazione più solida è il segmento dei formati fisici, cresciuto complessivamente del 5% su base annua a quota 1,38 miliardi di dollari: con poco più di un miliardo di ricavi complessivi il vinile lambisce la crescita a doppia cifra, toccando il +9,3%. Nel dettaglio, per 33 e 45 giri è stato, negli Stati Uniti, il diciannovesimo anno consecutivo di crescita, il che ha portato il mercato locale a pesare, nel 2025, per circa il 50% dell’intero mercato globale del vinile. Il CD, al contrario, continua a calare, contribuendo nel 2025 al bilancio per 312,4 milioni di dollari, in caso del 7,8% rispetto all’anno precedente: ottima, invece, la prestazione degli altri formati fisici - come musicassette e DVD - che con 25,8 milioni di dollari di ricavi nel 2025 hanno fatto segnare una crescita del 16,5% su base annua. Poche soddisfazioni arrivano dal segmento delle sync, calato dell’1,3% su base annua a quota 407,1 milioni di dollari. "Il 2025 rivela un'economia musicale forte e stabile, frutto di investimenti mirati da parte delle etichette discografiche e dell'individuazione di nuovi spazi per espandere la creatività degli artisti", ha fatto sapere Matthew Bass, Vice President, Research and Gold & Platinum Operations di RIAA: “Dalla facilità dello streaming ai nuovi vinili, fino alla concessione in licenza di strumenti e servizi di intelligenza artificiale responsabili, le etichette discografiche stanno diversificando il coinvolgimento dei fan”.