A livello globale il settore della musica registrata, nel 2025, ha totalizzato ricavi per 31,7 miliardi di dollari, dato in crescita del 6,4% rispetto al 2024: a rivelarlo è il rapporto compilato dall’International Federation of the Phonographic Industry, rappresentanza internazionale della aziende discografiche, pubblicato oggi, mercoledì 18 marzo. Il 69,6% dei ricavi è stato generato dallo streaming (nel dettaglio, da quello a pagamento per il 52,4%, e dal freemium dal 17,1%: il segmento, nel complesso, ha fatto registrare una crescita su base annua del 7,7%), il 16,6% dal fisico (cresciuto complessivamente dell’8%), il 2,5% dai download e dal altre forme di consumo digitale (in calo del 5%), il 9,3% dai diritti di esecuzione (il cui andamento su base annua si è rivelato sostanzialmente piatto, a +0,3%) e il 2% dalle sincronizzazioni (in calo del 2% su base annua). Per il mercato globale discografico il 2025 ha segnato l’undicesimo anno consecutivo di crescita: con una crescita del fatturato annuo complessivo del 6,4% il comparto ha migliorato la propria performance rispetto al 2024, quando l’incremento del volume del mercato si fermò al +4,7%. In termini di regioni geografiche, il Nord America (Stati Uniti e Canada) hanno fatto segnare la seconda crescita più bassa a livello globale (+3,5%, con alle spalle solo la regione di Australia e Pacifico, ferma a +1,5%): l’Europa resta in territorio positivo a +5,6% superata Asia (+10,9%), Africa subsahariana e Medio Oriente / Nord Africa (entrambi a 15,2%) e America Latina, prima per tasso di crescita a +17,1%. Nella classifica dei dieci mercati più ricchi a livello mondiale, il podio - rispetto al 2024 - rimane invariato, con gli Stati Uniti al primo posto seguito dal Giappone e dal Regno Unito. In quarta e quinta posizione si scambiano i propri posti la Cina (che guadagna una posizione arrivando alla soglia della Top 3) e Germania, che rispetto all’anno passato scivola dalla quarta alla quinta posizione. Dietro a Francia e Sud Corea (stabili rispettivamente al sesto e settimo posto) sale di una tacca, in ottava posizione, il Brasile, seguito dal Canada (in discesa di un gradino, in nona posizione) e Messico, che guadagnando due posizioni rispetto al 2024 conquista l’ultimo posto utile nel gruppo di testa. Il mercato italiano, rimasto escluso per un soffio dalla top ten globale, nel 2025 ha superato per la prima volta nella sua storia il mezzo miliardi di euro di fatturato annuo, registrato un tasso di crescita - +10,7% - sostanzialmente doppio rispetto alla media europea (+5,6%). I dati riferiti dal Global Music Report 2025 fotografa, secondo la CEO di IFPI Victoria Oakley, “un'industria che ha abbracciato con successo il futuro e continua a spingersi oltre”. “Si tratta di un approccio - prosegue Oakley - che ha portato all'undicesimo anno consecutivo di crescita globale, nonché al successo creativo e commerciale degli artisti, sostenuto dagli investimenti a lungo termine e dalla visione strategica delle case discografiche, che lavorano in partnership con gli artisti in tutto il mondo”. “Sempre più spesso, questa crescita proviene da una gamma più ampia di mercati e il reinvestimento locale sta permettendo agli artisti in più parti del mondo di partecipare alla storia globale della musica”, ha osservato la CEO di IFPI: “Le comunità musicali locali stanno crescendo e dando forza agli artisti nazionali, che stanno costruendo basi di fan profonde e autentiche sia in patria che all'estero”. "Stiamo costruendo una nuova era nella musica, dove la creatività senza confini incontra l'innovazione, sbloccando maggiori opportunità per artisti, autori, imprenditori e fan”, ha spiegato Lucian Grainge, Presidente e CEO di Universal Music Group: “Attraverso i nostri investimenti a lungo termine nello sviluppo degli artisti, stiamo promuovendo partnership più solide, prodotti migliori ed esperienze dirette per i fan più potenti. Il risultato è un ecosistema aperto, connesso e incentrato sull'artista, unito a un approccio responsabile all'intelligenza artificiale”. "La musica non si è mai mossa così velocemente, né è mai andata così lontano”, ha aggiunto Rob Stringer, presidente e CEO di Sony Music: “Il nostro ruolo è costante: sostenere il talento, rafforzare il legame con i fan e salvaguardare i diritti. Adotteremo tecnologie al servizio dei musicisti, contrasteremo le frodi nello streaming e garantiremo che l'IA potenzi la creatività umana. La prossima ondata di ascolto a pagamento deriverà da questo approccio: correttezza, innovazione e un impegno a lungo termine verso le persone che creano la musica”. “La nostra missione principale come case discografiche è costruire eredità durature per i nostri artisti”, ha osservato Robert Kyncl, CEO di Warner Music Group: “Non ci limitiamo a lanciare carriere; coltiviamo le icone culturali di domani. In un panorama scosso da rapide trasformazioni, forniamo la bussola strategica e la scala commerciale necessarie affinché il talento possa emergere. E mentre lavoriamo per accrescere il valore globale della musica, garantiamo che l'intero ecosistema rimanga vibrante, offrendo alla prossima generazione di artisti un percorso verso il successo”.